Amazon la storia di un E-commerce mondiale.

Era 16 luglio 1995 il sito andò online e divenne visibile a tutti gli utenti del Web. Quando incominciò a diffondersi il passaparola, il piccolo team incominciò ad accorgersi di aver aperto come uno strano portale nel comportamento degli umani. Gli early adopter di Internet incominciarono ad ordinare manuali di informatica, raccolte di fumetti di Dilbert, manuali per riparare strumenti musicali antichi.

Tra i questa clientela c’erano anche dei soldati americani di stanza all’estero e una persona nell’Ohio che incominciarono a scrivere dicendo di abitare a cinquanta miglia dalla libreria più vicina, e che il sito di Amazon era una benedizione del cielo. Una persona incominciò ad ordinare un libro di Carl Sagan in Cile – per testare la funzionalità il servizio e solamente dopo averlo ricevuto fece un secondo ordine richiedendo altre decine di copie dello stesso libro. Così Amazon incominciò a far evitare alle persone delle lunghe code. Un giorno Paul Davis esaminando il vario assortimento di libri messi in disordine sugli sugli scaffali del suo seminterrato, incominciò a definirla “La libreria più piccola del mondo».

Quando questa piccola azienda restò indietro con le varie spedizioni Bezos, Kaphan e gli altri componenti del team cominciarono a scendere nel seminterrato dove c’era l’ammasso dei libri ed ogni sera prepararavano i pacchi. Un giorno Bezos, MacKenzie, insieme ad un altro dipendente portarono le scatole al corriere UPS o all’ufficio postale.

Bezos in questo modo incaricò il dipendente Lovejoy di assisterlo per selezionare il personale e gli chiese di portargli delle persone intelligenti e qualificate che conosceva per poter svolgere al meglio questo lavoro : come David Shaw, anche Bezos voleva dipendenti che avessero un quoziente intellettivo molto elevato. Così Lovejoy portò quattro ex compagni di studi , tra i quali Laurel Canan, un carpentiere ventiquattrenne che voleva riprendere gli studi e specializzarsi nell’opera di Chaucer . Canan comiciò ad aiutarli a costruire i tavoli per impacchettare i libri, così quando entrò formalmente in azienda le diedero l’incarico di dirigere il magazzino. Il proprietario di questo edificio permise l’espansione di Amazon oltre la stanza con la scritta che si chiamava Sonic Jungle e di occupare l’intero soterraneo. La prima cosa che Canan fece dopo essere stato assunto fu quella di rinunciare al caffè: «Non si può fare lavoro del genere sotto l’effetto della caffeina. Bisogna farlo sotto l’effetto carboidrati.» Questo fu il suo commento, infatti la prima settimana dopo aver fatto il lancio ufficiale dell’azienda ricevettero ordini per 12.000 dollari di fatturato e spedirono 846 dollari di libri. Nella settimana successiva incominciarono a ricevere sempre più ordini per 14.000 dollari e ne spedirono per 7000. Da lì incominciarono a capire che era una lotta contro il tempo ed incominciarono ad espandersi sempre di più.

Dopo che un laureando mise l’azienda nel motore di ricerca di Yahoo, gli ordini aumentarono in maniera esorbitante ed incominciarono anche con l’e-mail marketing per poter avere un maggiore contatto con la clientela e nel 1998 cominciarono anche a ricevere ordini oltre oceano ,aprendo sedi nel Regno Unito ed in Germania. Anche se nei primi anni del nuovo millennio sembrava che fossero sull’ orlo del fallimento,nel 2007 ebbero una grande idea e lanciarono il primo lettore ebook di Amazon che chiamarono Kindle e da lì la svolta di questo E-commerce e di questo Ebook che va sempre in continua espansione.

Zara E-commerce una crescita sia economica che di qualità.

Il colosso spagnolo finalmente ha aperto la frontiera all’E-commerce ed annuncia l’apertura di altri 500 store nel mondo, accelerando online con Corea e Messico. Inditex( il gruppo che controlla la fast fashion low cost di Zara,insieme ad altri sette brand) sta continuando la sua marcia conquistando i consumatori italiani e quelli globali accelerando sul piano online. Dagli ultimi dati, appena emersi i negozi sono in totale 6340 in 87 paesi del mondo e prevedono lo sviluppo dell’apertura di altri 500 store, Inoltre Inditex punta sull’automazione dei sistemi logistici e dei grandi centri di distribuzione: il prossimo mese aprirà infatti un nuovo polo distributivo a Cabanillas (Guadalajara) dopo il varo recente del centro super automatizzato di Zaragoza.

Dai primi dati emersi delle vendite del 2014, dall’ inizio di febbraio a metà marzo 2014 le vendite sono già lievitate del 12%. Dopo aver portato a casa solo nel 2013 16,7 miliardi di dollari, ovvero un +5% di vendite nette. Dividendo gli azionisti che hanno segnato con un +10%. 2,4 miliardi di e fatturato, con crescita dell’1%. Ottomila sono stati i posti di lavoro creati nel 2013. Grazie ad internet e il mondo delle reti sociali – il vicepresidente del gruppo Pablo Isla ha detto che ogni giorno ci sono sempre più strumenti di riferimento indispensabili con canali straordinari di comunicazione che si adattano alla perfezione alla filosofia del gruppo

I prezzi li hanno fatti uguali a quelli dei negozi ed i pagamenti si possono attraverso carte di credito (Visa, Master Card e American Express), bancomat (Visa Electron) e PayPal.
Per ritirare i prodotti i clienti possono anche scegliere un negozio Zara, nel qual caso la consegna avviene in tre-cinque giorni senza costi aggiuntivi, questo riguarda il mercato italiano.

Inoltre il sito di Zara offre una serie di filtri (colori, taglia, prezzo…) permette così fare ricerche mirate dei capi di abbigliamento e consente di individuare prodotti concreti mediante il loro numero di riferimento, descrizione, categoria, ecc. Ogni capo potrà essere visualizzato con dettagli precisi e da angolazioni diverse e attraverso la funzione di SuperZoom, la quale consente anche di vedere a distanza eccezionalmente ravvicinata i particolari di ogni articolo.

Il sito offre inoltre vari contenuti visivi delle collezioni con fotografie della campagna, lookbook. Gli utenti possono richiedere anche l’invio periodico di una newsletter che li terrà informati sulle ultime novità in fatto di moda e tendenze. Grazie a questo E-commerce tutti prodotti Zara si potranno anche acquistare tramite iPhone ed iPad con la rapidità della produzione e di consegna.

Nei prossimi mesi la linea Zara sarà ampliata ad altri paesi – e metterà a dura prova la ferrea organizzazione logistica del gruppo Inditex, che è basato su una enorme rete di fabbriche e laboratori esterni. Secondo alcuni dati dello scorso 31 gennaio quelli che producono erano 1.237: 512 in tutta Europa, 481 in Asia, 99 nell’Europa extracomunitaria, 94 in tutta l’ Africa e 51 in America. Un grande esercito di aziende anche piccole e medie impegnate a rispettare un severo codice di condotta sia nei confronti dei lavoratori sia in quelli del prodotto: ogni anno vengono assegnati dei rating che si rivelandosi per l’espulsione dal gruppo dei terzisti. Così l’era dell’E-commerce di Zara continuerà ad espandersi.

Come Aprire un E-commerce su Ebay

Quando si apre un negozio Ebay serve per dare la possibilità ad imprenditori già in attività oppure ad imprenditori che hanno già avviato la loro attività e voglio allargare ed espandere il proprio E-commerce su Ebay che offre una serie di opportunità innovative che offre questa piattaforma. E da nuove chance ai nuovi imprenditori che vogliono avviare la loro nuova attività imprenditoriale con un minimo investimento.

Quali sono i passaggi da seguire per aprire un negozio Ebay? Innanzitutto ci sono tre negozi Ebay:

il primo è Negozio Ebay Base e può essere aperto a chi possiede un acconto Paypal edè ideali per gli utenti principianti che si affacciano a questo mondo virtuale.

Il secondo è un Negozio Ebay Plus dove il costo è maggiore, ma utilizza strumenti per aumentare il volume della vendita.

Il terzo è il Negozio Ebay Premium dove ha lo stesso costo di quello Plus, ma ha maggiori bacini di utenza e maggiore visibilità con la clientela.

Innanzitutto, bisogna cercare un nome per il negozio andando sulla creazione guidata dello store per personalizzarlo sotto tutti i punti di vista merceologico, il tipo di vendita, il tipo di pagamento ecc… Per effettuare queste operazioni non richiedono l’obbligo di partita iva, anche se c’è sempre da seguire un iter fiscale ed uno burocratico. Per fare queste procedure, il nuovo imprenditore deve compiere delle piccole procedure come: iscriversi a vari enti che concedono la licenza di vendita.

Nel corso degli ultimi anni è stato semplificato parecchio l’iter burocratico ed iscriversi ed aprire un negozio ebay non è più necessario recarsi negli enti preposti, bisogna solo regolarizzarsi con l’ ausilio della Comunicazione Unica per aprire la partita iva; essa è utile perchè consente l’iscrizione comunale di questa nuova attività dove verrà comunicata all’Agenzia delle Entrate, all’ INPS ed al Registro delle Imprese.

Prima di fare il passo della Comunicazione Unica bisogna effettuare una segnalazione al comune di competenza, il quale bisogna fornire i dati : numero di telefono che si utilizzerà nella nuova azienda E-commerce , però si consiglia sempre la presenza di un commercialista per svolgere questi passi.
Ora pensiamo anche a come creare un target di clienti. E’ fondamentale avere delle idee chiare su come scegliere la clientela ed ottenere la loro fiducia, dovendo già incominciare da subito quale sistema di vendita può funzionare ed ottenendo la credibilità e l’affidabilità usando anche motori di ricerca come Google ed ottimizzando la proprio indicizzazione del propri sito affinchè il proprio negozio riesca a prendere il giro nel mondo dell’ E-commerce.

Come possiamo dare al nostro E-commerce la possibilità di vendere all’estero? Innanzitutto dobbiamo avere almeno 10 feedback sulle vendite fatte nel nostro sito, il conto Paypal deve essere verificato ed attendere 90 giorni dalla prima transazione eseguita su Ebay ; c’è comunque da fare molta attenzione a quello che si vende perchè in molti paesi esteri non possono essere messi in commercio oppure hanno delle particolari normative da studiare, l’altra cosa fondamentale è studiare bene le varie spese di spedizione internazionale con ivari dettagli di accetazione dei pagamenti tramite Paypal ed altri mezzi. Dopo aver fatto tutti questi passi, ora sappiamo come aprire un’ E-commerce Ebay e sfruttarlo al meglio.

Zalando leader in Europa nel settore dell’abbigliamento.

La società tedesca leader europeo nel settore della moda online creata nel 2008 da Robert Genz e David Schneider,prima col nome di “Ifasho”che vendeva calzature poi si è espanso nell’abbigliamento e gli hanno dato il nome di Zalando che già solamente a quattro anni dalla nascita ha registrato 1.15 miliardi di euro di vendite in Europa ed oggi sta registrando il suo primo utile operativo nel suo fatturato e sta incominciando a prepararsi ad entrare nell’investimento in borsa portando il su 15% di capitale sociale ed investendo nella distribuzione e tecnologia mobile di tutti i 15 shop internazionali,si sta preparando per entrare nell’Europa orientale.

Tra i maggiori competitori di Zalando c’è anche il gruppo di Yoox che ha registrato ritmi di crescita superiori rispetto alle medie che ci sono nel settore della vendita di moda online, ma la società sta guardando al futuro alle nuove espansioni nel mercato dell’’Europa orientale e stanno risolvendo ancora piccoli problemi dato che in tutta l’Europa il mercato della moda vale 420 milioni di euro e per espandersi ha bisogno di avere molte garanzie per lanciare quest’attività della moda online e chissà che dopo l’ Europa orientale possa espandersi anche in altre parti del mondo.C’è anche da complimentarsi , perchè in Germania stanno offrendo sempre più posti di lavoro,perchè Zalando ha un forte sostegno per sostenere l’impiego giovanile.

Questo E-commerce online sta spopolando con oltre 300 milioni di visite risultando il sito di moda più visitato d’Europa, le performance migliori sono stare realizzate da DACH (Germania,Austria e Svizzera) e la prima volta che è entrata nel mercato, ha superato il miliardo di euro nelle vendite e solamente nel 2013 ha registrato in totale il 70% delle vendite rispetto all’anno precedente ed il 35% ha comprato tramite l’applicazione mobile e nel loro fatturato hanno già 13 milioni di clienti attivi che hanno acquistato su Zalando almeno una volta, rispetto ai 9 milioni di clienti del 2012, l’ E- commerce di zalando si sta espandendo anche come clientela e gradualmente e la popolazione europea sta incominciando a procedere all’acquisto dell’abbigliamento online. Benchè nel 2012 la vendita è stata più nelle calzature che nell’abbigliamento, nel 2013 l’abbigliamento ha superato la vendita confronto alle calzature.

Un successo che riguarda solamente il mercato italiano è quello di aver saputo escogitare tre strategie efficaci per la fidelizzazione dei clienti. Il primo è il servizio pre-vendita, il secondo è di acquistare il prodotto telefonicamente cosa che negli altri paesi è ancora incerto per questa dinamica, il terzo punto è il Partner Program in modo che i clienti italiani possono comprare i prodotti meno noti dal mercato nazionale ed internazionale.

Nel 2014 durante il primi tre mesi DACH (Germania,Svizzera ed Austria) ha registrato un incasso delle vendite di 284 milioni di euro, mentre il fattirato nei primi tre mesi del 2014 ha avuto un fatturato di 500 milioni di euro aumentando così le vendite del 35., Secondo un sondaggio in Germania, sono le donne tra i 25 ed i 45 anni le maggiori acquirenti.

Ora attendiamo i nuovi e futuri progressi di questo fantastico e colossale E-commerce della moda online.

Gli ecommerce italiani visti dall’estero

In Italia gli ecommerce di piccoli imprenditori non crescono perchè non hanno budget, ma anche perchè spesso si affidano ad artigiani, liberi professionisti, amici. Qualche azienda investe in piccole Digital Agency di esperienza e riesce a crearsi la propria fetta di mercato tra i colossi del web. Un’altra nuova frontiera dell’e-commerce è il click and collect che in Inghilterra è uno dei mercati più avanzati sul tema. Attualmente il 35% degli acquirenti online,compra online e ritira da sé; rispetto al 13% degli Stati Uniti,il 5% in Germania. Purtroppo in Italia gli e-commerce è il click and collect è molto indietro rispetto al Regno Unito.

I primi che hanno accettato la sfida del click and collect sono Ebay e Argos che in UK l’hanno prima sperimentato e dopo hanno ampliato la loro iniziativa ed ampliato dei partnership.I più grandi rivenditori che offrono servizi del Click and Collect sono Zara,El Corte Inglès e OVS. Quello che emerge da questo panorama è ceh i rivenditori stanno cercando di superare la crisi attraverso una maggiore attenzione ed alle reali esigenze dei clienti .Clienti che comunque richiedono sempre di più un esperienza di acquisto integrata tra mondo online e mondo offline.In futuro una strategia di questo tipo sarà sempre più cruciale per sopravvivere e per per crescere per chi vorrà fare del business.E la distinzione tra commercio “online e offline” non avrà più motivo di esistere. In Italia l’E-Commerce vale oltre 13.2 miliardi, di euro e si prevede una crescita del 17% in più rispetto al 2013.

Nella vita reale riconosciamo che il miglior modo per sconfiggere un potenziale nemico è conoscerne bene le armi, per questo anche online per avviare degli E-commerce dobbiamo cercare soluzioni affidabili ed intelligenti su come impostare il sito ed attrarre la clientela,ora una grande filosofia per sponsorizzare gli E-commerce sono i Social Network come Facebook,Twitter,Linkedin che sono tra i migliori e per rendere una fusione migliore tra E-commerce e Social Network ora c’è una uova piattaforma che si chiama Chat&Shop ed è proprio un vero centro commerciale online che contiene qualsiasi merceologia online, dall’abbigliamento alla tecnologia ed è gratis ed inoltre qui in Italia è a livello nazionale ed è un nuovo modo per poter fare commercio oppure Click and Collect. E’ il nuovo metodo per poter sconfiggere questa crisi che c’è qui in Italia anche se purtroppo molte persone hanno idee molto diverse sul commercio,si ha la visibiltà online ed è aperto 24 su 24 e 7gg su 7,si ha il contatto diretto con la clientela (chat ed email e messaggistica interna) e si ha la possibilità di avere una vetrina autogestita.Anche con Jimdo,Altervista,Google site si possono creare vari siti E-commerce ed oltre all’E-commerce c’è un nuovo modo per il business online e sono le affliazioni come Amazon,Ebay,Tradedoubler e ClickBank conosciute anche in Italia. Il mondo del business online è molto vasto ed anche in Italia finalmente si potrà parlare di E-commerce ed affiliazioni italiane solamente tra 1/2 anni come rivelano i sondaggi. Ora attendiamo questa nuova frontiera di crescita dell’E-commerce delle affiliazionni e del Click and Collect. Così anche l’Italia potrà vantare i benefici di queste nuove attività online.

Ecommerce, emergere?

ecommerce italiaIl mercato europeo e americano e molto avanti dal punto di vista del commercio elettronico, l’italia fatica a stare al passo, per motivi culturali, ma sopratutto per la diffidenza che ancora c’è verso gli acquisti online. Qualcosa si muove, ma per lo più sono le grandi imprese a fare il grosso del fatturato. D’altra parte in un mercato come il nostro fatto sopratutto di piccole e medie imprese la sfida per creare ecommerce che vendono non è semplice. Prima di tutto in Italia sono tutti allenatori (metafora calcistica) nel senso che tutti sanno fare tutto, e quindi anche quando una media e piccola impresa si affida ad un agenzia vuole sempre entrare e mettere il becco anche in contesti che non conosce minimamente.

Quindi certe volte per sentirsi a loro pari scelgono aziende che eseguono tutte le loro richieste, con il risultato che gli ecommerce non vendono.

Chi fa siti internet, in Italia, è visto ancora come il ragazzo di bottega (per il grande pubblico), ed ignorano l’esistenza delle multinazionali del  web, non conosciute ed inavvicinabili.

Le piccole digital agency che fanno qualità sono quindi skiacciate tra due fuochi, le grandi aziende, che anche se lavorano male riescono ad ottenere grandi commesse grazie al potere del loro brand e dei commerciali di famiglia, dall’altra  le piccole aziende che vogliono decidere anche su argomenti sui quali non sono competenti.

Il risultato è che il mercato è indebolito rispetto alle altre nazioni, e piccoli brand anche forti dal punto di vista del prodotto non riescono a spiccare il volo.

Sono pochissime le piccole aziende che riescono ad investire in buone digital agency e ottenere risultati, ed il sistema in generale non è sicuramente dalla loro parte.

Molte grandi testate puntano sul fai da te, ma in un mercato cosi competitivo, è una cosa che può far vendere qualche piccolo oggetto, ma non creare un’azienda online.

Mediamente quindi gli investimenti in ecommerce sono bassi, se non consideriamo la media, ma il tessuto produttivo del paese. Tanto bassi che i più rimangono bruciati da false promesse e non investono più in ecommerce.

La situazione è stagnante, non ci sono grande prospettive, ed anche gli incentivi servono a poco quando non c’è la giusta mentalità da parte dei clienti.

I vari grandi ecommerce sono riusciti in una cosa fenomenale, far comprare prodotti italiani on line agli italiani. Si, è proprio cosi, grazie al loro potere economico, ed alle strategie di marketing sono riusciti a far fare il primo passo agli italiani, acquistare online.

Solo che il tempo passa, e andando avanti cosi, i grandi venditori online saranno tutti stranieri, magari con una sede italiana, ma dal controllo estero.

D’altra parte non è che ci si poteva aspettare qualcosa di diverso.

L’unica speranza è il processo di digitalizzazione si sviluppi velocemente, e che molte piccole e medie imprese riescano a convertirsi prima della chiusura….. la sfida è enorme.

siti ecommerce e le piccole imprese

siti ecommerceI siti ecommerce in questo momento stanno catturando l’attenzione di buona parte delle imprese. In molti si domandano se iniziare un attività online con sito ecommerce, ma in pochi sanno come fare, o hanno idea di cosa comporta aprire un negozio online.

Molte delle piccole imprese non si sono ancora lanciate in questo business, e molto probabilmente quando avranno preso una decisione, magari vedendo il successo qualche pioniere italiano, il costo di conversione utente/cliente sarà salito moltissimo.

Anche se quasi tutti sono serviti da connessione ads, molto lenta, in realtà è proprio la diffidenza verso internet che ha il sopravvento sulle possibilità economiche che un sito ecommerce può offrire. Le piccole imprese sono diffidenti, inutile negare, anche se una buona parte risentendo della crisi economica non hanno capacità finanziarie per lanciarsi in una vera e propria nuova attività. Per lo più sono soggetti abituati ai loro sistemi di vendita e non capiscono le dinamiche del marketing online. Poi il mercato, si il mercato delle agenzie online è costellato da improvvisati e startup che non hanno la minima idea di come si operi nel settore, facendo aumentare la diffidenza, dopo che un imprenditore rimane scottato è difficile fargli cambiare idea.

I siti ecommerce generano quindi interesse, ma allo stesso tempo non esiste una leva cosi forte da rendere una piccola impresa tradizionale, anche un’ impresa digitale.

In alcuni casi, gioca un fattore molto importante l’età degli imprenditori, ma la cosa che incide di più, è la concezione che su internet sia tutto gratuito o a costo bassissimo. Il mercato d’altra parte si presenta al grande pubblico sotto questa veste.

Non riuscendo a capire le professionalità che stanno dietro la costruzione di un sito ecommerce la difficoltà maggiore per le imprese che offrono questo servizio, è spiegare che per avere successo occorrono professionisti molto molto specializzati e che sappiano lavorare ad alto livello.

La qualità non è percepita, le varie professionalità neanche.
Ma le piccole e le medie imprese non sono le sole a risentire di questo fenomeno. Spesso anche le grandi imprese non hanno responsabili marketing in grado di percepire fino in fondo quanto sia importante che un ecommerce sia studiato in tutte le sue parti per migliorare la user experience, la call to action e la bran image.

Il problema in italia è generalizzato e ad incrementare le percentuali di vendita online sono solo le multinazionali, che riescono a penetrare la dove i piccoli imprenditori italiani non vedono business, offuscati da una comunicazione errata del strumento, e dalla quantità di offerte create a regola d’arte esclusivamente per aggiungere un sito ecommerce al proprio portafoglio.

La nuova seo per ecommerce

la nuova SEO per ecommerce: molto budget
Le tecniche di SEO per ecommerce sono cambiate, gli algoritmi di google sono cambiati, e anche le regole del gioco sono cambiate. Il seo degli scorsi anni non esiste più e questo impatta notevolmente anche sugli ecommerce.

Il seo moderno richiede molte figure professionali, copy, seo optimizer, seo strategist, e nel settore ecommerce questo cambiamento ha portato a scossoni enormi nelle serp.

Come trovare nuove strategie? On site è tutto molto chiaro, occorrono contenuti di qualità e molto poco ottimizzati dal punto di vista seo, le percentuali della keyword density sono diminuite, gli spider ed i controlli effettuati a monte sono molto più sensibili e poco tolleranti. I link ricevuti da siti poco rilevanti non hanno quasi più valore, gli oltre 200 parametri con cui google fa salire o scendere un ecommerce nelle serp nessuno li conosce.

In molti provano a fare reverse enginering, ma è praticamente una cosa impossibile.

L’unica cosa è avere la possibilità di sperimentare molto e con frequenza sempre maggiore, in poche parole occorre molto budget.

Nessun seo strategist ha la bacchetta magica, e anche le posizioni che sembravano non scalfibili iniziano a dare i primi segni di cedimento.
Salgono anche siti con contenuti pessimi e pochi backlink, oltretutto di scarsa qualità….. cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

Dai molti test eseguiti sembra che google si comporti diversamente a seconda delle keywords ricercate. Non sempre la solita metodologia funziona in tutti i settori, e non dipende dalla competitività della parola chiave…. dipende da qualche altro fattore (fattore google).

A giorni alterni vediamo salire e scendere siti, blog, ecommerce e quant’altro. (Solo alcuni inspiegabilmente salgono costantemente nel tempo.)

Alcuni di quelli che salgono senza spiegazione hanno creato plugin per joomla o template per wordpress, inserendo il loro anchor text, nascosto sotto degli z-index. Per google dovrebbe essere una pratica scorretta, o comunque i link dovrebbero avere un basso valore rispetto ai contenuti del sito, eppure con queste tecniche alcune agenzie si stanno facendo strada.

Incredibile ma vero, per le parole chiave più ambite, sembra che valgano le stesse regole di prima, ma molto spostate verso l’alto. Quindi Backlink in quantità industriale provenienti da plugin o altri sistemi di generazione scorretta, molti contenuti scritti male ma quantitativamente rilevanti di diversa natura, l’attinenza sembra scomparsa……

Per gli ecommerce insomma la strada per il SEO si fa in salita, data la natura del web site.
La soluzione è incrementare gli investimenti nella ricerca di backlink ad alto rank, creare molti articoli lunghi e dalla bassa keywords density, avere 0 link in uscita.

Aprire magari un blog e scrivere scrivere scrivere scrivere, di tutto, basta scrivere….. è quello che vuole goole? non lo sappiamo, ma da test effettuati funziona.

In effetti l’ottimo sarebbe che google riuscisse a premiare anche altri parametri molto più rilevanti che contenuti scritti a caso, come ad esempio la qualità della creatività, la user experience, la brand image, ma ovviamente non lo può fare.

Ogni tanto, vediamo salire nelle serp siti web senza contenuti e senza backlink rilevanti e dallo scarso numero…… il motivo credo sia oscuro al 99% dei seo strategist, forse google ha qualche idea….

La nuova SEO è sulla bocca di tutti, ma proprio chi ne parla di più poi lo vediamo scendere inesorabilmente nelle serp …..

Prolificano invece i corsi dei molti aspiranti SEO, e mi domando, come faranno tutti a stare nella prima pagina di google? Nessuno anche questo lo sa spiegare, forse google ha qualche idea…. e lo dimostra.

Ad ogni modo fare SEO per ecommerce è più costoso che in passato, perchè i copy devono essere più preparati, le storie che raccontano devono essere tra i commerciale e la narrazione, la densità di parole chiave deve essere inferiore, e la produzione deve essere in quantità industriali per fare una campagna appropriata. Per pubblicare una press release o un article marketing e avere buoni risultati, si deve creare un articolo per ogni web site. Ex: 50 contenuti diversi per 50 siti, un contenuto a sito.

Appena i big dei vari settori arruoteranno i coltelli per i piccoli rimarranno a disposizione, se sono seguiti dai dei bravi seo strategist, la seconda e terza pagina, e se il lavoro è stato fatto ad arte.

Magari google cambia ancora algoritmi senza avvertire nessuno e si ristabilirà un pò più di equilibrio, la vecchia promessa del web.

La Digital Agency per eCommerce di successo

ecommerce che vendonoLe vendite su internet stanno salendo, di ecommerce si sente parlare moltissimo, ma chi crea di un ecommerce di successo?
Un ecommerce è uno strumento di vendita online, e come tale ha le sue regole per avere successo.
Prima di tutto, è necessario fare un analisi di mercato e dei competitors per capire il budget necessario per entrare nel mercato di riferimento. Poi è necessario capire il posizionamento aziendale.
Se la società ha già un brand con una propria brand image, l’ecommerce di successo dovrà tenere assolutamente conto di questo fattore, e la creatività oltre che a soddisfare i requisiti di migliorare la call to action e rendere l’ecommerce funzionale, dovrà migliorare la brand image, in modo da restituire al marchio una buona reputation. I prodotti giocano un ruolo fondamentale, senza buoni prodotti da vendere, un ecommerce serve a ben poco. I prodotti devono essere vantaggiosi dal punto di vista economico o unici. Per i prodotti vantaggiosi si creano delle strategie di vendita differenti da settore a settore, per gli ecommerce che vendono prodotti unici, il panorama è più amplio e a dominare è la brand image.
In tutti i casi comunque l’importante per un ecommerce di successo è avere una fase di analisi dove c’è uno studio e un confronto tra committente e digital agency, per migliorare il knowhow di entrambi. L’agenzia deve consigliare il futuro proprietario dell’ecommerce di successo secondo le dinamiche digital, e il cliente deve conoscere molto bene i propri prodotti, cosi da trasferire alla digital agency tutte proprie conoscenze. Questo scambio è fondamentale perché è proprio da li che nasceranno le idee di comunicazione, creatività, navigazione, distribuzione dei contenuti ecc.
La digital agency deve saper comunicare al meglio a tutti i livelli, logo, payoff, creatività, contenuti, titoli di pagina e metatags, inoltre deve avere un seo strategist che tira le fila per migliorare la seo compatibilità.
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Seo per ecommerce e Colibrì – Hummingbird

seo per ecommerce dopo colibriColibrì Hummingbird, è il nuovo motore di google che sostituisce il vecchio (cosi per dire) caffeine. Il nuovo motore promette di essere molto più veloce e migliorare la ricerca sulle long tail. E’ quindi sempre più necessario in un ecommerce di successo aggiungere contenuti alle categorie e alle schede prodotto. Il contenuto secondo google sarà sempre più determinante, e l’obiettivo principale è quello di migliorare la comprensione delle keywords lunghe in modo da restituire argomenti più in linea con quanto ricercato.
Gli ecommerce che si basano esclusivamente su foto e backlink, saranno quindi penalizzati rispetto a chi presenta contenuti di qualità e in quatità.

Nel SEO per ecommerce 2014 diventa necessario ed indispensabile argomentare le categorie, e creare schede prodotti dai contenuti esaustivi e corposi. Hummingbird quindi rende il seo 2014 più costoso.

Anche il link building e la link popularity quindi saranno sempre più basati sulla qualità del contenuto che contiene l’anchor text, la loro collocazione in aree pertinenti di siti, webzine o web directory ad alta popolarità, quindi alto rank o alto traffico.

Sono più di 200 i fattori che determinano il posizionamento in una serp di un sito o di un ecommerce, ed è impossibile fare reverse enginering.

Seo per ecommerce 2014, la qualità dei contenuti al centro sulla carta, in realtà ci vuole un mix tra qualità, quantità, e differenziazione. In seconda battuta occorre creare molti contenuti corposi e ripeto differenziati, con una keyword density controllata, non più del 3% invece del vecchio 5.

Seo per eCommerce, la scheda prodotto

Seo per ecommerce

SEO PER ECOMMERCE :

Solitamente per il SEO onsite (SEO per ecommerce) si considerano molti aspetti, tra cui la scheda prodotto, ed è proprio sulla scheda prodotto che ci soffermeremo per delineare quali sono le caratteristiche principali che portano a sensibili miglioramenti nelle serp.

Importantissimi sono il titolo e l’ url, che dovrebbero essere molto simili e dovrebbero riportare la parola che vogliamo indicizzare, solitamente il nome del prodotto, o il nome del prodotto più qualcosa. E’ importante che il titolo sia h1, e che l’url sia più pulito possibile (SEF). Una scheda prodotto esaustiva dovrebbe avere un contenuto breve subito nelle vicinanze delle foto, le quali dovrebbero aver il tag alt. La descrizione breve deve avere una keyword density poco elevata. La descrizione completa che solitamente si trova in basso dovrebbe avere una keyword density più elevata e una spiegazione esaustiva del prodotto. Solitamente vengono usati i tab per dare al cliente e agli spider più informazioni possibili sul prodotto in modo sia compreso in tutte le sue parti. L’ utente non si deve spostare ed effettuare ricerche deve rimanere sulla scheda prodotto e trovare il tutto il necessario per effettuare l’acquisto. Se l’utente ritiene insoddisfacenti le informazioni riportate, uscirà dalla pagina e non effettuerà la conversione. Una volta che l’utente accede alla scheda prodotto non deve avere distrazioni cosi come accade per le landing page, deve avere 2 possibilità, apprezzare i contenuti ed effettuare la call to action. Per indicizzare correttamente la scheda prodotto occorre che la scheda abbia un titolo di pagina in linea con il prodotto e con la parola da indicizzare, una meta description di di 160 caratteri, un meta tile, e meta key. La meta description è fondamentale. Una volta indicizzata la pagina, nelle serp l’ utente leggerà il titolo della pagina e la meta description. E’ quindi essenziale che sia un vero e proprio messaggio pubblicitario, che sia un richiamo ad entrare. Per i prodotti più importanti è necessario anche una dose di link building da effettuare su webzine, blog, article marketing, o forum. Il link deve essere inserito in un contesto che sia attinente alla parola che vogliamo indicizzare.
Fare seo per ecommerce significa analizzare tutto l’ecommerce e non solo la scheda prodotto, anche se avere delle schede prodotto SEO compatibili e ben indicizzate è una buona strategia per far atterrare l’utente direttamente sul prodotto che sta cercando, quindi perfettamente in target.

Ecommerce e pubblicità pay per click

ecommerce pay per clickPer un nuovo eCommerce la soluzione pubblicitaria pay per click è una strada obbligata. Nessun eCommerce può essere lanciato senza una campagna Google Adwords. Questo per motivi ovvi: nessuna campagna DEM, Social media marketing o altro può sostituire la capacità di promozione online che hanno le adwords. Anche Bing ha creato il suo canale pubblicitario simile a Google, chiamato Bing Ads, ma per il momento i numeri sono molto bassi e quindi non possono intaccare la quantità e qualità della grande G.

Le adwords sono uno strumento molto conosciuto, ma per creare campagne efficaci su ecommerce, bisogna conoscere minimamente il mercato che si va ad affrontare. E’ necessario capire innanzi tutto quali sono le parole chiave e frasi con maggior numero di impression e quali sono quelle che potenzialmente hanno un rendimento elevato. Creare un giusto numero gruppi di annunci in funzione delle promozioni che si intendono fare, e creare gli annunci per ciascun gruppo. Ad ogni gruppo associare le parole chiave e frasi relative. Non scordarsi mai le parole chiave inverse ad esclusione, per targettizzare ulteriormente le campagne. Scegliere le aree geografiche e il budget giornaliero.

Il budget giornaliero rientra nella fase di studio preliminare dove si delinea la strategia della campagna. Molti partono con budget molto alti facendo promozione anche sulle parole di brand, per poi calare leggermente man mano che gli accessi diretti all’ ecommerce aumentano, o da ricerca naturale.

Velocemente sembra tutto molto semplice, ma creare campagne efficaci per ecommerce, strutturate nel tempo è un impegno a tempo pieno, sia perchè per gli ecommerce nuovi non hanno uno storico e quindi specialmente nei primi mesi occorre sperimentare molto con keywords e frasi e con annunci sempre nuovi cercando di trovare la formula più performante. Questa fase in teoria non si esaurisce mai, ma arrivati ad un buon livello di rendimento, la campagna può anche perdurare per diversi mesi a meno che non si introducano offerte speciali o promozioni particolari, scontistica ecc.
In questi casi è necessario creare nuovi gruppi di annunci se non nuove campagne, si perchè se si vuole sfruttare anche la rete display di google è necessario creare campagne banner appositamente studiate in flash, gif o jpeg, in modo da essere visualizzati su desktop, tablet e smartphone. La rete display è fondamentale per allargare il numero di visite e potenziali conversioni data l’efficacia che i banner hanno, specialmente quelli animati per offerte economiche particolari sugli utenti in target.

Google adwords, può essere affrontato a più livelli di conoscenza, ma nessun ecommerce ne può fare a meno per crearsi la propria brand image e clientela.

State solo attenti ai click fraud, una piaga che attanaglia sia google che bing.

eCommerce e Social Network un binomio che fa screscere.

ecommerce social networkSono sempre più i proprietari di ecommerce che per incrementare i loro profitti e crearsi il proprio mercato usano attraverso le digital agency tutte le tecniche possibili per attirare clienti. Dall’ uso delle DEM con dabase annessi, alla pubblicità ppc di Google e Bing, al SEO, e i social. In generale traggono più vantaggio dai social le società di grandi dimensioni, ma oggi anche le piccole possono competere, vi spieghiamo come.
Per prima cosa prendiamo ad esempio Facebook, che consente un più rapido allargamento di like e da non sottovalutare la possibilità di costruire app. Oramai molte grandi aziende operanti nel settore hanno sfruttato la tecnica del clicca sul like che ricevi in cambio qualcosa, ma tutto si gioca su cosa è quel “qualcosa”. Se in cambio di un like un’ utente riceve uno sconto, vi state rivolgendo ad un pubblico che conosce già il prodotto e vuole usufruire dell’ offerta. Ma nel caso in cui l’azienda sia piccola e magari ancora in fase di promozione del brand questa tecnica può non essere delle più efficaci dal punto di vista del ROI. Interessante invece potrebbe essere quella di ridurre gli investimenti in pubblicità e regalare un prodotto agli utenti. Un prodotto anche piccolo, il meno costoso, ma regalarlo (magari ai primi 1000). Questa tecnica vi consente di avere molti accessi al sito ecommerce, e quindi di incrementare la brand image, far visualizzare tutti i prodotti che vendete, far utilizzare il prodotto al cliente e non è cosa da poco generare passaparola. Questa è una tecnica che budget permettendo avrà nel medio periodo un ritorno sicuramente positivo, molto più positivo che investire in pubblicità di Brand. Un cliente a cui regalate un prodotto, lo avete fatto iscrivere all’ ecommerce, quindi potete inviargli altre offerte, lo avete come fan su facebook , quindi potete aggiornarlo con frequenza elevata e attirare la sua attenzione.

Il tutto si può fare con una digital agency che crei un app per generare codici limitati nel tempo, tipo validi 5 giorni, una promozione a pagamento su facebook di almeno 15 giorni, e magari anche una campagna ppc dedicata. Incrementerete fan, potenziali acquirenti del vostro paniere, migliorerete la brand image dell’ ecommerce nel medio periodo ed il rendimento dello stesso nel lungo periodo.

Ecommerce Magento dalle parole ai fatti

ecommerce magentoPer chi sta ancora cercando un framework per il proprio ecommerce, e non è ancora deciso a riguardo, vi consiglio di approfondire bene l’argomento prima di lanciarvi in una scelta azzardata, dalla quale poi è difficile tornare indietro. Perchè ? una volta indicizzate le pagine del tuo ecommerce cambiare piattaforma sarà come ripartire da 0, dovrebbero essere intercettate tutte le pagine dell’ ecommerce e attraverso il rewrite ridirigerle su quelle nuove. Non solo, pensate al costo di cambiare framework di ecommerce……. non ci volete pensare?
Il costo può essere equivalente al rifarlo da 0.

Per questo è necessario che la scelta sia proporsionata al vostro budget e che vi consenta una crescita nel tempo, quindi una crescita verticale per quanto riguarda bisogni e numero di utenti. I bisogni possono cambiare, gli articoli che vendete possono aver bisogno di configurazioni particolari di cui il vostro ecommerce non è munito, e il numero di utenti crescere, cosi da rendere il vostro ecommerce obsoleto.

Per ovviare a questi problemi è necessario capire sin da subito che per entrare in un mercato bisogna avere ben chiaro il budget necessario per spostare anche di un millimetro la concorrenza e farsi spazio. Chi non fa questo e non ha il budget sufficiente per poter promuovere i propri prodotti con forza, può abbandonare l’idea di dedicarsi alla creazione di un ecommerce come business integrativo o alternativo.

La piattaforma è quindi un modo per capire se ho abbastanza budget per poter affrontare il mercato, che in questo momento è giovane e quindi già di per se poco costoso, e far partire il Tuo business online:
Si…… ottimo, approfitta di questo blog per capire come distinguere le varie proposte economiche che ti farai fare prima di trovare un partner.
No…… lascia perdere è meglio investire in altro.

Magento ecommerce e mail nello spam

In molti usando magento ecommerce si saranno trovati difronte al problema dell’invio delle mail che finiscono nello spam, specialmente per gli account gmail. Ebbene in molti casi è molto difficile attraverso sendmail o simili superare questa difficoltà, perchè entrano in gioco SPF, SenderID and DKIM, un bel lavoro da effettuare sui server e sui dns (dns permettendo). In molti casi è meglio bypassare il problema con una plugin, “SMTP Mail Configuration” ad esempio, ed usare un smtp esterno già configurato per voi.
“SMTP Mail Configuration”  Permette in maniera agile e veloce di inviare le mail tramite smtp e liberarsi dai problemi di invio senza dover apportare modifiche al core. Ecco il link:
http://www.magentocommerce.com/magento-connect/smtp-mail-configuration-1903.html

Fatene buon uso.

Magento Ecommerce e seo

seo per ecommerce magento

Magento integra la struttura delle URL SEF (Serch Engine Friendly) e strumenti di ottimizzazione SEO. Le url rewrite sono fondamentali per l’indicizzazione, e per magento questa caratteristica è nativa, sia per le categorie di prodotti che per le schede prodotto, ma anche per l’area cms. In questo modo è possibile avere un Url corrispondente al contenuto ed al titolo h1, questo è un bel vantaggio per l’indicizzazione seo. Infatti molti altri cms o e-commerce hanno bisogno di aggiungere variabili all’ url, depotenziando cosi la compatibilità seo. Inoltre Magento integra sitemap molto complete, che possono essere generate separatamente per ogni store o lingua. Per ogni prodotto e per ogni categoria possono essere inseriti i metatag corrispondenti in modo da avere una corretta indicizzazione e visualizzazione della scheda prodotto o categorie nelle serp di google. Magento è sicuramente uno dei migliori ecommerce di alto livello SEO compatibile. Attenzione però agli investimenti in SEO, con le ultime release di google i costi stanno aumentando notevolmente indipendentemente dalla qualità dell’ ecommerce e dalla qualità della strategia SEO.

Il costo di un e-commerce

il costo di un ecommerce

Quanto costa un e-commerce?

Il costo di un e-commerce

Questa è una domanda che si pongono in molti. I fattori da tenere in considerazioni quando si approccia all’universo ecommerce sono molti. Iniziamo dalla base, un ecommerce per funzionare bene deve avere una navigazione intuitiva, una creatività accattivante, in linea con il brand e che sia di aiuto alla call to action. Una scheda prodotto esaustiva, completa, con tutte le funzionalità necessarie alla vendita dei prodotti che si intende promuovere e un check out che permetta l’acquisto agli utenti che intendono registrarsi e a quelli che non ne hanno necessità. La piattaforma consigliata è magento che va benissimo per i piccoli e medi ecommerce come per quelli enterprise. Un server virtuale o dedicato ben configurato, con reverse proxy tipo nginx che supporta l’ssl, apache con apc e php, mysql. Tutto quà? si tutto quà. Continue reading

Magento 1.8 CE alpha

magento CE 1.8Alcune informazioni sulla nuova release di magento, la 1.8
Oltre che aver corretto molti fix, la nuova release promette nuovi metodi per il calcolo delle tasse, l’ ottimizzazione della cache, miglioramento del processo di checkout.
Potete trovare le informazioni complete qui:
http://www.magentocommerce.com/knowledge-base/entry/ce-18-later-release-notes#ee113-11300-highlights

O scaricarlo e testarlo da:
http://www.magentocommerce.com/download

Plugin di Magento per le News

news magento extensionQuesto plugin permette una maggiore flessibilità e possibilità di personalizzazione, è possibile manipolare le diverse categorie di notizie, visualizzare le notizie con immagini, aggiungere la data di pubblicazione, personalizzare i font, fare i cambiamenti SEO-correlati.

News Magento Extension potete trovarla a questo indirizzo gratuitamente: http://commerce-lab.com/products/news-magento-extension.html

Oppure acquista la versione estesa con molte più funzionalità qui: http://commerce-lab.com/products/great-news-magento-extension.html

Ecommerce 2013 Netcomm eCommerce Forum

Altri dati sui comportamenti degli italiani nei confronti dell’ ecomerce

Buone notizie sull’ andamento del settore e-commerce nel nostro paese. Le conferme che arrivano dai dati presentati durante l’ ottava edizione del Netcomm eCommerce Forum 2013,  indicano la previsione di crescita delle vendite online in Italia in un +17%, con un fatturato che si attesterebbe attorno agli 11 miliardi di euro.

In forte crescita il settore dell’abbigliamento +27%, seguito da informatica e alimentare, turismo, assicurazioni ed editoria che si afferma ad un +4%. Le previsioni presentate dall’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm-School of Management del Politecnico di Milano,  indicano che anche l’Italia abbia finalmente preso la giusta strada.

I dati ottimistici sono giustificati da un aumento considerevole degli utenti che usano internet e da una maggiore fiducia negli acquisti online. Gli acquirenti online attivi sono incrementati rispetto all’ anno scorso, di circa il 50%, raggiungendo la quota di 13,6 milioni a fine aprile 2013.