Ecommerce Nike, personalizzazioni, brand e molto altro.

La nuova immagine di vendita al detaglio on-line e la funzionalità di Nike hanno subito una ristrutturazione importante che include anche il cambiamento del nome, www.nikestore.com. Tra le cose che emergono sono l’introduzione di una più profonda narrazione del prodotto, le funzionalità più veloci, e il servizio cliente migliorato, una grande ristrutturazione del negozio on-line di Nike dal suo lancio nel 1999. La nuova esperienza di vendita al dettaglio rappresenta una significativa evoluzione delle capacità di commercio on-line di Nike, e fornisce una piattaforma per una serie di nuove funzioni commerciali che sono disponibili sul sito ora e altere che verranno implementate in futuro. Il NikeStore è stato progettato con un sistema di navigazione a faccette in cui ogni prodotto viene assegnato un insieme di caratteristiche definitive, come il colore, la categoria sport, prezzo e tecnologia, per citarne solo alcuni. Gli utenti sono quindi in grado di filtrare l’intero inventario di prodotti Nike. Questo sistema mette l’utente in condizione di scegliere semplicemente quello che desidera, con oltre 30.000 prodotti disponibili.

 

Il collaborative marketing, si basa sulla partecipazione del cliente nella progettazione del prodotto, permettendogli di divenire un co-produttore. La personalizzazione dei prodotti entra a pieno titolo nelle strategie di marketing delle aziende perché presenta indubbi vantaggi, tra cui fornire più alternative di acquisto, ridurre il rischio di offrire prodotti che nessuno compra a avere più informazioni sulle preferenze dei clienti. La tendenza è quella di affidarsi al configuratore web, cioè un sistema che consente al cliente di personalizzare direttamente l’oggetto desiderato sul sito, con il vantaggio di costi più bassi e di allargare le possibilità d’interazione a tutti I luoghi, permettendo e di fornire un feedback immediate al cliente, oltre che all’azienda. Sul sito, in italiano, è possibile creare il proprio paio di scarpe personalizzate partendo da una cifra base di 70 euro e scegliendo tra più di 120 modelli proposti. Le collezioni Nika disponibili per la personalizzazione sono: Shox, Air Max, Nike+ e Sportwear di cui si possono scegliere materiali e colori dei lacci, del rivestimento esterno, della tomaia, della suola, in pratica di tutte le parti che compongono la scarpa. Anche lo swoosh (la virgola simbolo della Nike) è personalizzabile e si può pure aggiungereun codice, una sigla, un nome sul tallone o sul dorso per rendere ancora più unico il proprio modello di sneakers. All’interno del sito Nike è possibile personalizzare le scarpe attraverso 3 passaggi: 1-Si sceglie il prodotto che si vuole personalizzare: dall’homepage della Nike ID, si poù scegliere un articolo in particolare o navigare e selezionare una categoria che ti piacerebbe vedere. Si può iniziare la creazione su un prodotto in bianco o partire da un’ispirazione per iniziare a personalizzare. 2-Disegnare il prodotto: dopo aver selezionatto, bisogna seguire le primi tre fasi del procedimento di fabbricazione per arrivare all fase REVISIONE (“REVIEW”). A questo punto, sarà possibile tornare indietro ed effettuare delle modifiche, salvarlo nel mio ARMADIETTO, stamparlo, inviarlo via mail, o aggiungerlo al carrello. 3-Personalizzare il prodotto: per molti prodoti NIKE ID, puoi creare una combinazione di lettere, spazi e numeri per formare un ID – un messaggio personalizzato che appare sulla tua creazione.

Walmart convenienza assoluta

Walmart è stata fondata nel 1962 da San Walton con il loro primo negozio aperto a Rogers, Arkansas.
Al centro della crescita di Walmart è la cultura unica che il signor Sam ha costruito. La sua filosofia aziendale è basata sulla semplice idea di rendere il cliente al centro. Credeva che, servendo le esigenze del cliente prima, la sua attività poteva anche servire I propri soci, azionisti, comunità e alter parti interessate migliorando le performance. L’ obiettivo di Walmart.com è quello di portare la cultura e la filosofia del signor Sam in Internet.
Con il supporto di Bentonville, Walmart.com ha fatto diventare Walmart un marchio universalmente noto, con un ottimo rapporto con i fornitori, sistemi altamente efficienti, anche attraverso un costante impegno di Sam Walton che punta al mantenimento di prezzi bassi rispetto alla qualità del prodotto, una filosofia che gli ha permesso di essere un ecommerce senza rivali . Il cliente per Waltman è il Numero 1.
Nel 2013, Walmart e la Fondazione Walmart ha donato 1,3 miliardi dollari in contanti e ha contribuito in tutto il mondo, superando il totale del 2012 di oltre 244 milioni dollari.

Dal primo negozio che Waltman ha aperto nel 1962 a Rogers, Arkansas, l’impegno è sempre stato quello di fare la differenza nella vita dei loro clienti. La loro attività è il risultato di una leadership visionaria di Sam Walton, insieme a generazioni di soci studiata per aiutare i clienti e le comunità a risparmiare denaro e vivere meglio.
Per l’anno fiscale terminato il gennaio 2014 Walmart ha aumentato le vendite nette del 1,4% a 473.000 milioni dollari e restituito 12,8 miliardi dollari agli azionisti attraverso dividenti e riacquisto di azioni.

La loro grande forza è dovuta anche alla grande scelta di merce di qualità unita ad un servizio cordiale e, naturalmente, a prezzi bassi.

Hanno anche un altro obiettivo: portare la migliore esperienza di acquisto su Internet. Pensano ai loro clienti, prima di tutto, come un rivenditore esperto in grado di soddisfare ogni singola esigenza.

In breve, Walmart ecommerce sfrutta al meglio la tecnologia e la praticità digitale per far risparmiare soldi ai propri clienti, aiutandoli a vivere meglio.

Mark & Spencer, eleganza e convenienza.

Marks & Spencer è un catena di distribuzione britannica, proprietaria di diversi punti vendita all’estero. Si tratta infatti del più grande rivenditore di abbigliamento del Regno Unito e distribuisce altresì prodotti alimentari, generando un giro di affari per svariati miliardi di pounds. Oltre a ciò, l’azienda è proprietaria di una linea di prodotti che riguardano la vendita di arredamento e di articoli per la casa.
Nella chiusura fiscale di fine anno, del marzo 2007, la Marks&Spencer ha registrato un volume di affari pari a 8,58 milioni di sterline con un profit al netto delle tasse pari a 659,2 milioni. La fondazione dell’azienda ebbe luogo a Leeds da parte Michael Marks nella seconda metà del decennio che va dagli anni 80 agli anni 90. All’inizio egli avviò un’attività in proprio con una bancarella che vendeva materiale per sarti tipo, bottoni, nastri ed altri piccolo oggetti di uso comune.
Nel 1894 Marks entrò in società con Thomas Spencer ed il primo negozio ufficiale venne aperto nel 1904. Nel giro di breve tempo, i due si ritrovarono ad essere proprietari di 12 negozi ed avevano, iniziando ad operare sul mercato come società con responsabilità limitata della quale essi erano I due azionisti principali: Michael Marks restò nell’azienda come direttore esecutivo e Spencer si ritirò dalle scene, entrando in pensione acquisendo il ruolo di direttore non esecutivo.
In seguito alla loro morte, la carica di Direttore fu acquisita dal figlio di Marks, Simon. Questi iniziò a lavorare con il suo amico Israel Seiff. I loro sforzi congiunti portarono l’azienda a diventare presto un nome conosciuto nel mercato nazionale. A prova di questo, nel 1920 essa venne ampliata in una catena di negozi. L’espansione non era ancora sufficiente, infatti, con lo scopo di avere prezzi più competitivi, fu presa una decisione rivoluzionaria: acquistare all’ingrosso direttamente dai produttori anziché dai grossisti.
Per reperire il capitale necessario a portare a termine tale operazione, la compagnia venne trasformata in S.p.A. con azioni vendute in borsa. A partire da questo preciso momento, Marks&Spencer ha iniziato la sua conquista e la sua espansione globale, sviluppando l’immagine e la qualità che ancora oggi conserva e che la contraddistingue. Attualmente, ci sono cinquecento negozi nel Regno Unito ed un mercato internazionale in espansione, con punti vendita di proprietà in Irlanda ed ad Hong Kong, oltre a più di 219 negozi in franchising in altre nazioni. A tutt’oggi, Marks&Spencer occupa una forza lavoro composta da 75.000 dipendenti

Nel 15 ottobre 2011 ritorna in Francia con il lancio del www.marksandspencer.fr il suo primo sito internazionale transazionale – con un servizio clienti attivo in tutto il paese.
Una gamma di funzioni rende facile per i clienti cercare, sfogliare e acquistare i prodotti venduti on-line; il sito è stato elaborato con video stile catwalk e immagini rotanti che mostrano l’eleganza proposta dalla catena, abbigliamento di grande qualità, consentendo ai clienti di vedere i vestiti muoversi, visualizzando così i prodotti da ogni angolazione.
Il sito offre ai clienti prezzi di consegna locali in tutta la Francia e la possibilità di controllare lo stato dei loro ordini. I clienti possono inoltre scegliere tra la consegna standard, effettuata in 3-5 giorni lavorativi, ad un prezzo di € 4.95, o la consegna express, effettuata in 1-2 giorni lavorativi ad € 9.95. La nuova funzionalità online fa parte delle pietre miliari della strategia di M & S, in quanto si propone al mercato francese con uno store on-line che è una combinazione di e-commerce e offerta reale. In autunno inoltre il rivenditore aprirà il suo punto vendita nel cuore di Parigi, sugli Champs-Elysées, nel quale verrà proposta un’offerta composta da una selezione di abbigliamento donna, lingerie e di cibo di qualità ma molto conveniente.. A seguito di questo, M & S si aprirà altri negozi in posizioni strategiche nella capitale francese.

Asos uno dei migliori ecommerce al mondo.

ASOS.com è un sito di e-commerce internazionale di moda e cosmetici con oltre 50.000 prodotti per la donna e per l’uomo (tra cui capi di abbigliamento, scarpe, accessori, gioielli e cosmetici) sia di marche indipendenti che del proprio brand. ASOS ha siti web localizzati per Stati Uniti, Gran Bretagna Francia Germania, Italia e Australia, Spagna e dal proprio centro di distribuzione principale in gran Bretagna effettua spedizioni in oltre 190 paesi. Rivolto agli appassionati di moda tra i 16 e i 34 anni, ASOS attrae più di 13,6 milioni di contatti unici al mese e al 30 settembre 2011 3,7 milioni di client attivi in 160 Paesi conta 6,3 milioni di utenti registrati (per client “attivi” si intendono i client che hanno effettuato acquisti negli ultimi 12 mesi)

ASOS (​subject) è una destinazione per molti milioni di ventenni amanti della moda provenienti da tutto il mondo. Ogni giorno il sito è visitato da milioni di persone interessati ai prodotti, con vendite enormi. ASOS non vende solo il suo Brand ma anche altre marche di fama mondiale, cosi dà opportunità ad altre aziende di fare ecommerce e ai propri clienti la possibilità di acquistare prodotti di moda tramite il canale Marketplace. Non si tratta solo di shopping, i clienti utilizzano la sezione Fashion Finder del sito per creare e condividere tra loro idee e ispirazione su abiti e tendenze e elaborando un proprio stile personale. I concorsi di moda-focalizzata, giochi (gamification), articoli e reportage pubblicati su asos.com e le applicazioni mobile, o i social network, vengono aggiornati quotidianamente. Essi contribuiscono a dare ai loro clienti una user experience online che non troveranno da qualsiasi altra parte.
La sede è a Camden, nel nord di Londra. Hanno anche una reception aperta 24 ore, un ufficio assistenza clienti con sede a Hemel Hempstead, Regno Unito, mentre la loro centro di distribuzione centrale è a Barnsley, Yorkshire, Regno Unito. da dove avvengono le spedizione per tutto il pianeta.

ASOS Marketplace è una piattaforma che permette agli utenti di fare acquisti direttamente da boutique e marche di tutto il mondo. Con oltre 600 boutique provenienti da 40 paesi vendendo 50.000 articoli del mercato è la destinazione di esplorare acquisti il meglio della moda vintage e boutique. Nel 2012, hanno aperto uffici a New York (Stati Uniti) e Sydney (Australia) e nel 2013 hanno aperto uffici a Lille (Francia), Berlino (Germania) e Shanghai (Cina).

Con un enorme pubblico che li segue ASOS Marketplace è un incredibile canale di vendita e una grande opportunità per far crescere un business della moda emergente. Diverse boutique famose per questo continuano a vendere anche attraverso ASOS.com.
In questo momento, stanno aprendo anche i magazzini negli Stati Uniti e Cina, nonchè un centro di smistamento in Australia.

Il loro sito opera in inglese, francese, Tedesco, Americano, italiano, spagnolo, cinese e russo, pur accettando il pagamento in 15 valute. ASOS è molto più di un semplice sito di shopping. ASOS è molto più di un ecommerce di moda ma un social ecommerce che consente di fare ricerche, condividere ed acquistare da Pc, smathephone, tablet, e web TV.

Paypal il sistema di pagamento online migliore al mondo

Paypal è stato comprato da una compagnia di servizi finanziari via internet chiamata X.com, questa stessa azienda a marzo 2000 acquistò Confinity. Essa fu fondata nel dicembre del 1998 da Max –levchin, Peter Thiel, Luke Nosek e Kevin Howery e nel 1999 lanciò un servizio di trasferimento monetario chiamato PayPal. Il sistema di trasferimento monetario di PayPal una volta era solamente mensile. X.com acquistò Confinity, ma il fondatore di X.com Elon Musk era molto ottimista circa il suo futuro successo. Musk ed allora il presidente e la CEO, Bill Harris, erano in disaccordo riguardo questo punto, tanto che Harris lasciò la compagnia a maggio del 2000. Nell’ ottobre Musk, prese la decisione che X.com voleva terminare la sua operazione di internet banking mettendo ben in vista il suo servizio monetario PayPal. L’azienda X.com fu rinominata PayPal e si espanse rapidamente nel 2001 incominciando come risultato del suo uso su Ebay.

L’azienda recentemente rinominata cominciò nel febbraio 2002 ad effettuare i pagamenti come un commercio pubblico pubblico e Paypal fu in grado di diventare la prima da dot-com a IPO (initial public offering) dopo l’attacco dell’ 11 settembre. L’ azienda fu acquistata da Ebay per un miliardo e mezzo di dollari. Da Aprile 2000, più di un milione di utenti cominciarono ad usare il servizio di PayPal. Il 70% di tutte le aste che ci sono su Ebay accettano i pagamenti con PayPal, ed approssimativamente 1 asta su 4 viene chiusa con il pagamento tramite PayPal.
Nel 2008 , il totale delle transazioni pagate con Paypal, fu di 60 miliardi, con un notevole aumento del 27% oltre alla loro previsione annuale.
PayPal diventò il sistema di pagamento monetario online maggiormente usato dagli utenti Ebay (fu anche una scelta predefinita), ed il servizio gareggiò insieme con ebay contro la filiale Billpoint, anche con aziende come Citybank,Yahoo, Pay’s Direct, Google Checkout, e Western Union, tutto questo si è chiuso negli anni successivi. I competitori più presenti con PayPal sono Wirecard e Moneybookers.
Ebay Australia rafforzò le offerte con pagamenti tramite PayPal in alternativa alla concorrenza australiana della Commissione dei consumatori la quale includeva , un deposito bancario,ordini monetari, depositi con garanzia, e carte di credito.
A gennaio del 2008, PayPal fu acquistato da Fraud Sciences, un’azienda privata israeliana esperta nella gestione dei rischi per i pagamenti online, per 169 miliardi di dollari, per accrescere PayPal con sistemi di gestione antifrode. Nel novembre 2008 , l’azienda fu acquistata da Bill Me Lear. Un’ azienda specializzata in transazioni e pagamenti online con più di 9000 commercianti online in America.
L’azienda continuò a far crescere i commercianti anche nell’ambito internazionale, provvedendo ai pagamenti online su Ebay per i rivenditori. Nel 2011, PayPal annunciò di voler spostare il suo business anche in maniera offline così che i clienti potevano fare i pagamenti nei negozi PayPal . Come nel 2012 che i pagamenti totali furono di un fatturato di 145 miliardi di dollari americani, e rappresentato per il 40% da Ebay, pari a 1.37 miliardi di dollari americani nel trimestre del 2012.
Dal 2000 ad oggi PayPal è il sistema di pagamento online maggiormente diffuso in tutto il mondo.

TripAdvisor

TripAdvisor fu fondata nel febbraio del 2000 da Stephen Kaufer,Langley steinert e molti altri . Fu finanziata inzialmente da Flagship ventures, e da investitori privati del Boullard Group. L’azienda è stata acquisata nel 2004 da IAC/InterActive Corp. IAC era un gruppo di affari che nell’ agosto 2005 lo rinominarono con il nome di Expedia.

Le sedi centrali sono a Newton,Massachussetts, Stati Uniti

Nel maggio del 2007 TripAdvisor fu acquisita da Smarter Travel Media e da BookingBuddy.com; Seatguru.com,TravelPod.com; e Travel-Library.com. Sempre a maggio, TripAdvisor fu acquisita da the Indipendent Traveler Inc.,con la pubblicazione di Cruise Critic.com e Indipendent Traveler.com

Nel febbraio del 2008, TripAdvisor acquisì HolidayWatchdog,un utente con sito di viaggi in Gran Bretagna.
Nel luglio2008, TripAdvisor acquisì Virtualtourist, un sito web di viaggi che riportò più di un milionedi membri registrati e One Time, un sito di viaggi che si confronta con gli altri

Sempre in questa data, tripAdvisor acquisì una maggioranza con FlipKey.com,un sito di affitto- vacanze.
Nell’aprile del 2009, TripAdvisor lanciò il suo sito internet ufficiale in Cina, che si chiamava www.daodao.com. Da quando cominciò ad indicizzare più di 20.000 informazioni tra alberghi e ristoranti, e rivisitati dai clienti, li misero in cima alla lista, diventando uno tra i più grandi siti di internet di viaggi al mondo.

Nell’ottobre del 2009,TripAdvisor acquistò Kuxun.cn il più grande sito internet di ricerca viaggi e voli di tutta la Cina.

Nel settembre 2010,smarter Travel, divenne parte dei media del gruppo di TripAdvisor ,lanciarono anche Snique Away( ora si chiama Jetsetter)il primo membro del sito dove ciascuno dove il viaggio per affari è stato approvato da tutta la gente.

A marzo 2011,TripAdvisor fu informata su tutte le registrazioni dei membri che non autorizzavano terze parti, perchè qualcuno aveva rubato delle liste email di TripAdvisor, e potevano usarle per creare messaggi spam. Senza password ,rubavano informazioni. In breve, questo era successo prima che le altre compagnie riportassero altri furti nelle loro liste e-mail.

Nell’aprile del 2011, annunciarono che Expedia voleva fare una scissione all’interno di due compagnie portando TripAdvisor il nuovo marchio del sito di viaggi. Accordandosi con la CEO Dara Khosrowshahi,” permettiamo ai due affaristi di fare giochi puliti e di operare con le proprie qualità in modo di aumentare rispettivamente il proprio business.

A luglio 2011 presero un accordo con un sondaggio del PhoCus Wright con 3.641 risposte , sollecitate da un link pop-up con invito su TripAdvisor.com e commissionati da Trip Advisor, il 98% dei partecipanti trovò che il sito di TripAdvisor era stato rivisitato accuratamente e rifletteva nella clientela una buona esperienza.

Nel dicembre del 2011, Trip Advisor era derivato da Expedia in un’offerta pubblica.
TripAdvisor è il più grande sito di viaggi con approssimativamente 280 milioni di unici visitatori
Nell’aprile 2012, l’azienda lanciò anche la connessione con facebook che gli utenti possono selezionare mi piace e rivisitarlo con la nuova graficadel social network.
Solamente nel 2013 quest’enorme azienda ha avuto un fatturato di 944 milioni di dollari con ben 2.356 impiegati in tutte le nazioni del mondo.

Coin, storia di una grande brand italiano

L’azienda fondata a Pianiga, vicino a Venezia, da Vittorio Coin, era un venditore che nel 1916 ottenne anche una licenza di ambulante per vendere di tessuti e prodotti di merceria. Grande onore bisogna darlo sopratutto ai figli (erano in tredici) che ampliarono la propria attività diventando imprenditori, nel 1927, aprendo a Milano. Due anni dopo fu inaugurato un magazzino per la vendita all’ingrosso a Dolo.
Negli anni 1930 e 1931, Abbandonarono in modo definitive il commercio di ambulante in modo che la famiglia cominciò a dedicarsi a rafforzare il progetto di creare esercizi commerciali. Veniva abbandonato definitivamente il commercio ambulante e la famiglia si dedicò al rafforzamento degli esercizi commerciali. Dopo aver allargato il negozio di Milano, nel 1933 incominciarono ad aprire un negozio e bel 1937 aprirono un magazzino a Mestre. Intanto nel 1934, cominciarono ad introdurre prodotti nuovi da vendere come abbigliamento e confezioni.
Era il 1939 quando I Coin fecero parte della SACMA (Società Anonima Commercio Manifatture e Affini) nel 1941 questa società faceva dei rilevamenti di tutti gli esercizi che erano intestate a Vittorio facendo così che da una ditta individuale incominciò ad espandersi nel Veneto. Nel 1942 divenne un Società Per Azioni che la chiamarono Coin Spa. Ampliando così delle vendite aprendo un nuovo negozio anche a Padova nel 1941.
Il 1957 fu un grande anno perchè la famiglia Coin, cominciò as aprire un grande magazzino con più piani a Trieste chef u il primo di questa grande catena. Questi locali tempo fa erano occupati dai proprietary dei grandi magazzini austriaci Öhler; era il 1958 quando Coin incominciò a superare I confine della regione aprendo un negozio al centro di Bologna.
Espandendo la presenza di questo gruppo sia nella periferia che nei piccolo centri, nel 1968 lanciò una nuova catena di negozi chiamata la Coinette che la rinominarono OVS chef u capace di offrire ai consumatori articoli invenduti nel negozio Coin a dei prezzi da outlet a prezzi molto economici. Solamente nel 1972 Oviesse divenne autonoma. Durante l’estate del 1969 il negozio di Mestre fu oggetto di un attentato con dynamite, che dopo qualche anno scoprianno questo esplosivo fu utilizzato anche nella strage di Piazza Fontana a Milano.
Era il 1986 quando al negozio Coin venne l’idea di sviluppare una carta fidelity e la chiamarono CoinCard, solamente che in quello stesso anno il negozio di Venezia venne devastato da un enorme incendio.
Nel 1997 il Gruppo Coin divenne uno dei più importanti negozi di vendita in tutta Italia. Questo gruppo dispone di 65 negozi con l’insegna “Coin” in tutta Italia.
Nel 2007 cominciarono un grande restauro che, iniziando col grande mazzino a Milano ed aperto nuovamento alla clientele nel 2008. In quello stesso anno, acquisirono il marchio della Melablu, sostituendo tutti gli altri negozi Oviesse e Coin.
Nel 2010 cominciarono a riconvertire Upim con i marchi Coin ed Oviesse.
Sell’aprile 2014 aprirono il primo Coin Excelsior a Roma che è completamente diverso da quello di Milano.
Con queste catene di negozi ed il nuovo sito internet, Coin sa soddisfare ogni giorno la propria clientele sia a livello nazionale che a livello europeo.

Bitcoin La storia

Bitcoin è un software basato sul pagamento creato da Satoshi Nakamoto nel el 2008 ed introdotto come software open source nel 2009. I pagamenti vennero registrati nel libro mastro usando la sua unità di conto. I pagamenti lavorano sul peer to peer senza un deposito centrale o singoli amministratori, i quali hanno hanno chiamato la tesoreria statunitense decentrando bitcoin sulla valuta virtuale. Sebbene il suo stato come valuta è contestato, i media hanno spesso riportato in riferimento a Bitcoin come una valuta criptata oppure una valuta digitale.

Bitcoins è stata creata come una ricompensa per il pagamento del lavoro che una persona ha svolto, nel quale gli utenti offrono per verificare il loro potere informatico e registrarlo e pubblicarlo nel libro mastro. Chiamata azienda mineraria o individuale in questo scambio di attività per la tassa di transazione,recentemente creata da Bitcoins. Oltre all’ estrazione, Bitcoins può essere ottenuto scambiandola per monete fiat,prodotti o servizi. Gli utenti possono mandare e ricevere elettronicamente bitcoins per una tassa opzionale della transazione usando un software di portafoglio sul personal computer,dispositivo mobile, oppure con un’ applicazione web.

I concetti base di Bitcoin sono due, i Miner e i Wallet. Cosa s’intende per Miner ? Per Miner intendiamo un calcolatore a disposizione del software peer to peer per verificare se l’operazione è stata fatta in modo corretto. Allora bastava un vecchio computer, adesso invece per poter fare queste operazioni hanno creato pool di professionisti in grado di gestire e guadagnare tramite questo compito.

Wallet, invece è un programma che è stato designato per entrare nella rete Bitcoin. Esso ha come contenuto degli indirizzi e delle chiavi per poter effettuare transazioni economiche da installare su smartphone, da guardare sul web, oppure usarlo come software in modalità offline.

Bitcoin è stata soggetto come materia d’esame perchè dava preoccupazioni che potesse essere usatoper attività illegali,su come creare molti contanti. Nell’ottobre del 2013 l’FBI fermò il mercato nero di Silky Road e furono sequestrati 144000 bitcoins del valore di 28 milioni e mezzo di dollari. L’America è considera bitcoin amichevolmente, cosa che non fanno gli altri governi. In China comprare bitcoins con lo yuan è soggetto a restrizioni e lo scambio di bitcoin non è permesso nelle vecchie banche.
La parte più importante del sistema di bitcoin, come avevamo già parlato in precedenza sono le registrazioni delle transazioni finanziarie. Questo si è compiuto con l’intermediazione di qualche singola autorità centrale, purchè il Miner fosse decentrato. Invece esistono nei server, intermediari molteplici dentro al suo software. Collegandoli ad internet tutti questi server, formano un network che chiunque può aderire.
Le transazioni della formula “Il pagatore X vuole mandare Y pagando in bitcoins Z”, sono trasmessi daquesto network usando delle applicazioni già pronte e disponibili per il software. I server di Bitcoin possono convalidare queste transazioni,aggiungerle nella copia del libro mastro, e trasmettere quelle aggiunte ad altri server.

Bitcoin può solo comprare e vendere con molte valute da privati ed aziende. I bitcoins, possono essere acquistati di persona , oppure nel suo ATM scambiandoli nella propria valuta. I partecipanti che sono online scambiano in offerte bitcoin, comprando e vendendo le offerte. Usando questo sistema delle offerte online può comportare qualche rischio, secondo un recente studio, il 45% degli scambi fallisce, prendendo dai clienti i bitcoin persi. Da quando le transazioni di Bitcoin sono irreversibili, i venditori di bitcoins devono prendere misure extra per garantire che abbiano ricevuto dei fondi specifici dai compratori.
Ancora adesso Bitcoin è in in un continuo saliscendi, non ci resta solo che aspettare nuove notizie ed aggiornamenti da questa piattaforma che si è espansa in ogni parte del mondo.

Booking.com. La storia e le sue strategie.

L’idea di creare Booking.com è stata molto semplice,incominciando a creare una piattaforma per permettere ai clienti di prenotare stanze disponibili..Un sistema amichevole che provvede con i suoi strumenti online di proporre un inventario con fotografie in modo da renderlo un sito molto efficiente per permettere alla clientela di prenotare gli appartamenti o i residence dove vogliono abitare qualche giorno, qualche settimana oppure a cadenza mensile.

Questo sito è stato fondato in Olanda nel 1996, man mano la crescita di questo sito aumentava radicalmente che fu poi acquisito nel da Priceline.com. Booking.com ora ha la sede generale ad Amsterdam ed è supportata da oltre 70 uffici. Offrendo alla clientela più di 230.000 proprietà in più di 160 nazioni , Booking.com è il principale sito nel mondo di prenotazioni hotel e residence online.

A far contribuire la sua crescita internazionale, fu il primo aperto in Canada nel 2008 da Jean-Charles de Bièvre dell’Area Manager. “ E’ molto importante per noi essere sostenuti da molte compagnie alberghiere. Dai nostri uffici locali il nostro Account Manager viaggia regolarmente per incontrare i nostri partner alberghieri, per publicizzarli e per trarre beneficio da tutti i viaggiatori internazionali di alberghi che sono sul nostro sito. Ciascun albergo ha un Account Manager referente ed esperto in questo settore; organizzando vari seminari ed incontri lavorativi e per far conoscere la crescita , le statistiche per migliorare l’assistenza di questi alberghi.

Dalla parte di Montreal ,Booking.com ha altri uffici a Toronto e Vancouver. Nel mercato canadese la cifra della crescita del sito aumenta ogni anno. Non solo sta portando grandi città come Toronto e Ottawa, ma è in continua produzione di turismo stagionale anche nelle più piccole città come Tadoussac, Quebec ed altre regioni come Vancouver Island, o Fernie, British Columbia.Stiamo lavorando con più di 4800 prenotazioni e abbiamo dedicato solo in Canada una squadra lavorativa con più di 40 impiegati.

In America questo mercato è molto vasto, mentre invece in Europa siamo ancora indietro come progresso, ha percentuali molto basse rispetto agli Stati Uniti, pensare che come vacanze e ferie lavorative ne abbiamo molte di più noi che la popolazione statunitense,eppure come progresso loro sono molto avanzati.

Booking.com oltre ad essere un’azienda in forte espansione, progredendo anche se con difficoltà alla clientela russa e brasiliana. Sicuramente ci vorrà ancora molto tempo prima che questi paesi possano accettare una sfida così grande, perchè nei loro paesi c’è molta difficoltà economica e per prima cosa dovrebbero cercare un’investitore che dia la fiducia in queste due bellissime nazioni, l’importante però per l’azienda è quella di avere una clientela molto soddisfatta in modo che anche i dirigenti ogni giorno possano lavorare per mantenere sempre aggiornato il sito proponendolo in modo sempre più convincente per le nazioni, tanto che da poco hanno aperto un nuovo sito internet chiamato Villas.com il quale si occupa di ristorazione indipendente. Con questa innovazione anche nella ristorazione Booking.com e Villas.com sono due grandi aziende con molta voglia d’innovazione e di espansione sempre più in crescita.

Alibaba.com ed il mondo del commercio online.

Il gruppo Alibaba.com è nato in Cina nel 1999 da Jack Ma ad Hangzhou e per questa famiglia diciamo che il commercio elettronico era di casa. Ora è la più grande compagnia di rivendita commerciale online, sviluppando nuove tecnologie di ricognizione con video stream fatti dall’ azienda Yoku Toku. Così i clienti guardando i video,oppure guardando nel loro smartphone possono permettersi di comprare abiti,accessori oppure altri prodotti merceologici che ha visto nei video.

In questi video ci sono incorporate le pubblicità che portano direttamente al link del sito Alibaba.com. Le pubblicità possono assomigliare e dei testi che stanno fluttuando con dei pacchi che appaiono sui video di Youtube.

Questo genere di prodotti viene collocati in varie sezioni con una nuova formula pubblicitaria per il suo sito.

L’azienda provvederà a dare un piccolo approccio di un costo effettivo arricchendolo con un’ ampia audience degli abbonati e degli utenti di Yoku. Questa formula pubblicitaria spingerà gli utenti giocando con l’entusiasmo dei video blogger.

Il sito Taobao lo gestisce completamente Alibaba ed è risultato tra i 20 siti più visitati in tutto il mondo, vendendo così all’incirca un miliardo di prodotti, la maggior parte dei pacchi lo gestisce al 60% la Cina.

Solo nel 2008 la compagnia terminò con una perdita di 20 milioni di dollari, poi gradatamente ricominciò a tirarsi e ad espandersi in ogni nazione del mondo.

Nel 2004 ha fondato la società Allipay che sarebbe una pittaforma di pagamento online come PayPal, ed Allipay ha registrato 700 milioni di nuovi utenti solamente nella fine dell’anno del 2012. confrontato con Paypal ha molti più utenti registrati visto che la seconda azienda ha solo 117 milioni di utenze registrate.

In più c’è anche un’altra azienda insieme al gruppo AliBaba.com che si chiama T-Mall.com ed essa è come un social network di scambio tra i produttori ed i consumatori. Questa Azienda é molto all’avanguardia con aggiornamenti del sito internet in continua evoluzione, infatti online sono registrati più di 79 milioni di utenti.

Bisogna dire che questo e- commerce è quotato dai migliori investitori del mercato che amministra un patrimonio aziendale di 25 mila dollari concentrandosi molto nel commercio elettronico ed accontentando ogni genere di consumatore dal 18 enne al 60 enne. In più con connessione wireless e smartphone la clientela giovanile aumenterà sempre di più.

Se si pensa che è nata una quindicina di anni fa,solo decise di aprire l’e-commerce online con un sito cinese, ed oggi ha preso la decisione di quotare la sua famosa azienda nella borsa di Wall Street, dicendo che tra qualche anno vuole ritirarsi per lasciare il suo posto ai giovani e per espandere l’azienda con nuove tecniche e strategie.

Visto che ha importatori ed esportatori in più di 240 paesi nel mondo,vuole essere anche vicina ai consumatori in caso di controversie dando assistenza alla clientela e controllando al meglio la merce data dai fornitori in modo che ci sia sempre la fiducia tra cliente e rivenditore.

Alibaba.com è diventato l’ e-commerce con le maggiori vendite confronto ad altre aziende come Ebay e Amazon.

Eplaza, un e-commerce e la sua storia.

L’ inizio di questo sito del business cominciò nel 1996, EC Plaza divenendo così il numero uno del mercato del Trading sia nel servizio  online che offline con più di un milione di membri. Tutto questo è basato sull’esportazione del marketing, operando non solo tramite il sito B2B, servizi EDI ( Electronic Data Interchange) e fa consulenze Trading anche in maniera offline con servizi che sono relativi al commercio per lo SME.

Con il Network mondiale ed un alto marchio di ricognizione, stiamo estendendo il nostro campo del business del mercato globale provvedendo un grande valore come più opportunità di affari,salvando i costi ed ottenendo convenienza.

Con oltre 4 milioni di offerte messe nel nostro sito web , il quale sta aumentando su larga scala in tutto il mondo. Il nostro sito del B2B  è al massimo livello della lista di alcuni siti famosi come quello di Alexa Rankey,100 HOT ecc…

EC Plaza si stasforzando per diventare l’ e-mercato centrale del  mondo. Ci stiamo espandendo rapidamente nella nostra comunità del network globale e presto offrirà ad ogni ufficio di ciascuna nazione un servizio internet basato sulle iformazioni del trading.

EC Plaza ha impostato dei siti locali negli Stati Uniti, in Cina, Giappone,Korea,Taiwan e negli Emirati Arabi Uniti .Come i contratti di nuove società sono in progresso in tutte le nazioni.EC Plaza sta lavorando continuamente , sviluppando delle infrastrutture tecniche permettendo alle imprese  di condurre tutti gli aspetti del trade online ed offline connettendo il nostro network al mondo intero .

I programma EC Plaza di agenti è stato disegnato per offrire opportunità e generare grandi rendite e per aiutare a sviluppare il proprio business.

Cerchiamo solo agenti motivati che hanno esperienza nell’industri e nell’imprenditorialità, un cliente molto forte  concentrato solamente in questo servizio, e adatto a questi modelli del business.

L’ esperienza del business online è come fare una consulenza ed un e-commerce sostenuto. Se tu sei un professionista in questo mercato e nella tua regione non esitare ad aderire nella nostra azienda sarai supportato nel nostro giro di affari e potrai quotare la  tua rendita.

EC Plaza sta guardando al futuro, tutte le soluzioni per il business saranno realizzate online e le procedure sono tutte automatizzate . Costruiremo una piattaforma chiamata “One-Stop Trading Network che provvederà a soluzioni e servizi per l’intero ciclo del trading trovando ed insediando nuovi clienti.

Simultaneamente,offriremo un servizio completo di trading che include anche il supporto offline,indirizzando la più grande azienda d’informatica aziendale.

Così tutte le firme della comunità del trading, saranno capaci di tenere tutti le cose da compiere attraverso la community di EC Plaza in ogni parte del mondo globale del B2B.

L’ Ecommerce di Reebok , esperienza e strategia

Reebok si sta lanciando nel suo sito un’e-commerce internazionale per promuovere al meglio il suo marchio. L’ azienda ha commentato che “Tutti gli utenti potranno vedere i dettagli dei prodotti tramite il loro dispositivo mobile e e trasmettere un modo nuovo per fare shopping nello store.”

Le calzature e l’abbigliamento sportivo comincia lanciando tranquillamente gli aggiornamenti del sito per i sui clienti in Gran Bretagna ed in Francia che dal 2008 navigano sui siti riservati ai clienti di altre nazioni. Il nuovo sito che si chiamerà Reebok entrerà nel nuovo mondo dell’ e-commerce in alcune di queste nazioni. Reebok non vuole ancora dire se il nuovo sito sarà realizzato negli Stati Uniti.

Lo scopo del nuovo sito dell’azienda è quello di permetter ai consumatori un’esperienza nuovo nel negozio online. Le caratteristiche del sito sono un carrello che permette di vedere i prodotti selezionatiche si comprano e di rivedere l’ ordine prima di fare la transazione. Un’altra caratteristica è che include immagini e video di ogni modello di abbigliamento navigando attraverso lo schermo e cambiando la misura dello zoom attraverso il mouse.

“Sito web è stato creato per insegnare ai clienti che visitandolo possono avere la rappresentazione di un’esperienza nuova e personale, controllando tutti prodotti “ ha commentato Richard Prenderville capo marketing globale del marchio.

I clienti saranno in grado di vedere più informazioni su un prodotto al dettaglio, individuarlo ed aggiungerlo nel carrello dalla pagina selezionata, mandandolo oppure condividendolo agli amici tramite il proprio cellulare .

“Il cellulare non è più solamente un dispositivo di comunicazione , ma è anche un dispositivo di personalizzazione e di portabilità ,” ha commentato Prenderville. “ In qualche nazione, il livello di acceso della telefonia mobile è sostanzialmente enorme più della connessione a banda larga che possono fare tramite personal computer.

Il nuovo portale del negozio online della piattaforma di Reebok per la prima volta sarà nelle case di tutti. I progetti delle calzature e dell’abbigliamento saranno aggiunti con valutazioni e saranno rivisti qualche anno dopo.”

Ispirato da questo patrimonio dell’abbigliamento e delle calzature,sappiamo conoscere e capire la nostra clientela per raggiungere il nostro scopo. Per rispondere alle loro esigenze abbiamo bisogno di loro, noi ci stiamo sforzando continuamente per creare un innovazione culturale, sfidando se stessi ad infrangendo la convenzione e abbracciando i nuovi cambiamenti.

Sfruttando questa cultura, spingendo questa innovazione oltre i confini, rafforzando i servizi ed i processi ed il nostro spirito di competizione massimizzando la performance del gruppo operativo e quello finanziario. Tutto questo sta ruotando e ci guida intorno ad un talento a lungo termine per la nostra azienda e per i nostri azionisti. Per raggiungere questo scopo abbiamo bisogno di scelte strategiche, queste sono le nostre strategie per mantenere sempre più alti i pilastri dei nostri investimenti.

Il sito è stato disegna e strutturato da Carat International e l’interfaccia utente da Molecular Inc. Il funzionamento dell’e-commerce è stato creato da Arvato Systems, un sussidiario di arvat AG. La schermata dell’abbigliamento è stata costruita da Fluid Inc. Che ha provveduto a farlo anche per la tecnologia mobile.

Amazon la storia di un E-commerce mondiale.

Era 16 luglio 1995 il sito andò online e divenne visibile a tutti gli utenti del Web. Quando incominciò a diffondersi il passaparola, il piccolo team incominciò ad accorgersi di aver aperto come uno strano portale nel comportamento degli umani. Gli early adopter di Internet incominciarono ad ordinare manuali di informatica, raccolte di fumetti di Dilbert, manuali per riparare strumenti musicali antichi.

Tra i questa clientela c’erano anche dei soldati americani di stanza all’estero e una persona nell’Ohio che incominciarono a scrivere dicendo di abitare a cinquanta miglia dalla libreria più vicina, e che il sito di Amazon era una benedizione del cielo. Una persona incominciò ad ordinare un libro di Carl Sagan in Cile – per testare la funzionalità il servizio e solamente dopo averlo ricevuto fece un secondo ordine richiedendo altre decine di copie dello stesso libro. Così Amazon incominciò a far evitare alle persone delle lunghe code. Un giorno Paul Davis esaminando il vario assortimento di libri messi in disordine sugli sugli scaffali del suo seminterrato, incominciò a definirla “La libreria più piccola del mondo».

Quando questa piccola azienda restò indietro con le varie spedizioni Bezos, Kaphan e gli altri componenti del team cominciarono a scendere nel seminterrato dove c’era l’ammasso dei libri ed ogni sera prepararavano i pacchi. Un giorno Bezos, MacKenzie, insieme ad un altro dipendente portarono le scatole al corriere UPS o all’ufficio postale.

Bezos in questo modo incaricò il dipendente Lovejoy di assisterlo per selezionare il personale e gli chiese di portargli delle persone intelligenti e qualificate che conosceva per poter svolgere al meglio questo lavoro : come David Shaw, anche Bezos voleva dipendenti che avessero un quoziente intellettivo molto elevato. Così Lovejoy portò quattro ex compagni di studi , tra i quali Laurel Canan, un carpentiere ventiquattrenne che voleva riprendere gli studi e specializzarsi nell’opera di Chaucer . Canan comiciò ad aiutarli a costruire i tavoli per impacchettare i libri, così quando entrò formalmente in azienda le diedero l’incarico di dirigere il magazzino. Il proprietario di questo edificio permise l’espansione di Amazon oltre la stanza con la scritta che si chiamava Sonic Jungle e di occupare l’intero soterraneo. La prima cosa che Canan fece dopo essere stato assunto fu quella di rinunciare al caffè: «Non si può fare lavoro del genere sotto l’effetto della caffeina. Bisogna farlo sotto l’effetto carboidrati.» Questo fu il suo commento, infatti la prima settimana dopo aver fatto il lancio ufficiale dell’azienda ricevettero ordini per 12.000 dollari di fatturato e spedirono 846 dollari di libri. Nella settimana successiva incominciarono a ricevere sempre più ordini per 14.000 dollari e ne spedirono per 7000. Da lì incominciarono a capire che era una lotta contro il tempo ed incominciarono ad espandersi sempre di più.

Dopo che un laureando mise l’azienda nel motore di ricerca di Yahoo, gli ordini aumentarono in maniera esorbitante ed incominciarono anche con l’e-mail marketing per poter avere un maggiore contatto con la clientela e nel 1998 cominciarono anche a ricevere ordini oltre oceano ,aprendo sedi nel Regno Unito ed in Germania. Anche se nei primi anni del nuovo millennio sembrava che fossero sull’ orlo del fallimento,nel 2007 ebbero una grande idea e lanciarono il primo lettore ebook di Amazon che chiamarono Kindle e da lì la svolta di questo E-commerce e di questo Ebook che va sempre in continua espansione.

Zara E-commerce una crescita sia economica che di qualità.

Il colosso spagnolo finalmente ha aperto la frontiera all’E-commerce ed annuncia l’apertura di altri 500 store nel mondo, accelerando online con Corea e Messico. Inditex( il gruppo che controlla la fast fashion low cost di Zara,insieme ad altri sette brand) sta continuando la sua marcia conquistando i consumatori italiani e quelli globali accelerando sul piano online. Dagli ultimi dati, appena emersi i negozi sono in totale 6340 in 87 paesi del mondo e prevedono lo sviluppo dell’apertura di altri 500 store, Inoltre Inditex punta sull’automazione dei sistemi logistici e dei grandi centri di distribuzione: il prossimo mese aprirà infatti un nuovo polo distributivo a Cabanillas (Guadalajara) dopo il varo recente del centro super automatizzato di Zaragoza.

Dai primi dati emersi delle vendite del 2014, dall’ inizio di febbraio a metà marzo 2014 le vendite sono già lievitate del 12%. Dopo aver portato a casa solo nel 2013 16,7 miliardi di dollari, ovvero un +5% di vendite nette. Dividendo gli azionisti che hanno segnato con un +10%. 2,4 miliardi di e fatturato, con crescita dell’1%. Ottomila sono stati i posti di lavoro creati nel 2013. Grazie ad internet e il mondo delle reti sociali – il vicepresidente del gruppo Pablo Isla ha detto che ogni giorno ci sono sempre più strumenti di riferimento indispensabili con canali straordinari di comunicazione che si adattano alla perfezione alla filosofia del gruppo

I prezzi li hanno fatti uguali a quelli dei negozi ed i pagamenti si possono attraverso carte di credito (Visa, Master Card e American Express), bancomat (Visa Electron) e PayPal.
Per ritirare i prodotti i clienti possono anche scegliere un negozio Zara, nel qual caso la consegna avviene in tre-cinque giorni senza costi aggiuntivi, questo riguarda il mercato italiano.

Inoltre il sito di Zara offre una serie di filtri (colori, taglia, prezzo…) permette così fare ricerche mirate dei capi di abbigliamento e consente di individuare prodotti concreti mediante il loro numero di riferimento, descrizione, categoria, ecc. Ogni capo potrà essere visualizzato con dettagli precisi e da angolazioni diverse e attraverso la funzione di SuperZoom, la quale consente anche di vedere a distanza eccezionalmente ravvicinata i particolari di ogni articolo.

Il sito offre inoltre vari contenuti visivi delle collezioni con fotografie della campagna, lookbook. Gli utenti possono richiedere anche l’invio periodico di una newsletter che li terrà informati sulle ultime novità in fatto di moda e tendenze. Grazie a questo E-commerce tutti prodotti Zara si potranno anche acquistare tramite iPhone ed iPad con la rapidità della produzione e di consegna.

Nei prossimi mesi la linea Zara sarà ampliata ad altri paesi – e metterà a dura prova la ferrea organizzazione logistica del gruppo Inditex, che è basato su una enorme rete di fabbriche e laboratori esterni. Secondo alcuni dati dello scorso 31 gennaio quelli che producono erano 1.237: 512 in tutta Europa, 481 in Asia, 99 nell’Europa extracomunitaria, 94 in tutta l’ Africa e 51 in America. Un grande esercito di aziende anche piccole e medie impegnate a rispettare un severo codice di condotta sia nei confronti dei lavoratori sia in quelli del prodotto: ogni anno vengono assegnati dei rating che si rivelandosi per l’espulsione dal gruppo dei terzisti. Così l’era dell’E-commerce di Zara continuerà ad espandersi.

Come Aprire un E-commerce su Ebay

Quando si apre un negozio Ebay serve per dare la possibilità ad imprenditori già in attività oppure ad imprenditori che hanno già avviato la loro attività e voglio allargare ed espandere il proprio E-commerce su Ebay che offre una serie di opportunità innovative che offre questa piattaforma. E da nuove chance ai nuovi imprenditori che vogliono avviare la loro nuova attività imprenditoriale con un minimo investimento.

Quali sono i passaggi da seguire per aprire un negozio Ebay? Innanzitutto ci sono tre negozi Ebay:

il primo è Negozio Ebay Base e può essere aperto a chi possiede un acconto Paypal edè ideali per gli utenti principianti che si affacciano a questo mondo virtuale.

Il secondo è un Negozio Ebay Plus dove il costo è maggiore, ma utilizza strumenti per aumentare il volume della vendita.

Il terzo è il Negozio Ebay Premium dove ha lo stesso costo di quello Plus, ma ha maggiori bacini di utenza e maggiore visibilità con la clientela.

Innanzitutto, bisogna cercare un nome per il negozio andando sulla creazione guidata dello store per personalizzarlo sotto tutti i punti di vista merceologico, il tipo di vendita, il tipo di pagamento ecc… Per effettuare queste operazioni non richiedono l’obbligo di partita iva, anche se c’è sempre da seguire un iter fiscale ed uno burocratico. Per fare queste procedure, il nuovo imprenditore deve compiere delle piccole procedure come: iscriversi a vari enti che concedono la licenza di vendita.

Nel corso degli ultimi anni è stato semplificato parecchio l’iter burocratico ed iscriversi ed aprire un negozio ebay non è più necessario recarsi negli enti preposti, bisogna solo regolarizzarsi con l’ ausilio della Comunicazione Unica per aprire la partita iva; essa è utile perchè consente l’iscrizione comunale di questa nuova attività dove verrà comunicata all’Agenzia delle Entrate, all’ INPS ed al Registro delle Imprese.

Prima di fare il passo della Comunicazione Unica bisogna effettuare una segnalazione al comune di competenza, il quale bisogna fornire i dati : numero di telefono che si utilizzerà nella nuova azienda E-commerce , però si consiglia sempre la presenza di un commercialista per svolgere questi passi.
Ora pensiamo anche a come creare un target di clienti. E’ fondamentale avere delle idee chiare su come scegliere la clientela ed ottenere la loro fiducia, dovendo già incominciare da subito quale sistema di vendita può funzionare ed ottenendo la credibilità e l’affidabilità usando anche motori di ricerca come Google ed ottimizzando la proprio indicizzazione del propri sito affinchè il proprio negozio riesca a prendere il giro nel mondo dell’ E-commerce.

Come possiamo dare al nostro E-commerce la possibilità di vendere all’estero? Innanzitutto dobbiamo avere almeno 10 feedback sulle vendite fatte nel nostro sito, il conto Paypal deve essere verificato ed attendere 90 giorni dalla prima transazione eseguita su Ebay ; c’è comunque da fare molta attenzione a quello che si vende perchè in molti paesi esteri non possono essere messi in commercio oppure hanno delle particolari normative da studiare, l’altra cosa fondamentale è studiare bene le varie spese di spedizione internazionale con ivari dettagli di accetazione dei pagamenti tramite Paypal ed altri mezzi. Dopo aver fatto tutti questi passi, ora sappiamo come aprire un’ E-commerce Ebay e sfruttarlo al meglio.

Zalando leader in Europa nel settore dell’abbigliamento.

La società tedesca leader europeo nel settore della moda online creata nel 2008 da Robert Genz e David Schneider,prima col nome di “Ifasho”che vendeva calzature poi si è espanso nell’abbigliamento e gli hanno dato il nome di Zalando che già solamente a quattro anni dalla nascita ha registrato 1.15 miliardi di euro di vendite in Europa ed oggi sta registrando il suo primo utile operativo nel suo fatturato e sta incominciando a prepararsi ad entrare nell’investimento in borsa portando il su 15% di capitale sociale ed investendo nella distribuzione e tecnologia mobile di tutti i 15 shop internazionali,si sta preparando per entrare nell’Europa orientale.

Tra i maggiori competitori di Zalando c’è anche il gruppo di Yoox che ha registrato ritmi di crescita superiori rispetto alle medie che ci sono nel settore della vendita di moda online, ma la società sta guardando al futuro alle nuove espansioni nel mercato dell’’Europa orientale e stanno risolvendo ancora piccoli problemi dato che in tutta l’Europa il mercato della moda vale 420 milioni di euro e per espandersi ha bisogno di avere molte garanzie per lanciare quest’attività della moda online e chissà che dopo l’ Europa orientale possa espandersi anche in altre parti del mondo.C’è anche da complimentarsi , perchè in Germania stanno offrendo sempre più posti di lavoro,perchè Zalando ha un forte sostegno per sostenere l’impiego giovanile.

Questo E-commerce online sta spopolando con oltre 300 milioni di visite risultando il sito di moda più visitato d’Europa, le performance migliori sono stare realizzate da DACH (Germania,Austria e Svizzera) e la prima volta che è entrata nel mercato, ha superato il miliardo di euro nelle vendite e solamente nel 2013 ha registrato in totale il 70% delle vendite rispetto all’anno precedente ed il 35% ha comprato tramite l’applicazione mobile e nel loro fatturato hanno già 13 milioni di clienti attivi che hanno acquistato su Zalando almeno una volta, rispetto ai 9 milioni di clienti del 2012, l’ E- commerce di zalando si sta espandendo anche come clientela e gradualmente e la popolazione europea sta incominciando a procedere all’acquisto dell’abbigliamento online. Benchè nel 2012 la vendita è stata più nelle calzature che nell’abbigliamento, nel 2013 l’abbigliamento ha superato la vendita confronto alle calzature.

Un successo che riguarda solamente il mercato italiano è quello di aver saputo escogitare tre strategie efficaci per la fidelizzazione dei clienti. Il primo è il servizio pre-vendita, il secondo è di acquistare il prodotto telefonicamente cosa che negli altri paesi è ancora incerto per questa dinamica, il terzo punto è il Partner Program in modo che i clienti italiani possono comprare i prodotti meno noti dal mercato nazionale ed internazionale.

Nel 2014 durante il primi tre mesi DACH (Germania,Svizzera ed Austria) ha registrato un incasso delle vendite di 284 milioni di euro, mentre il fattirato nei primi tre mesi del 2014 ha avuto un fatturato di 500 milioni di euro aumentando così le vendite del 35., Secondo un sondaggio in Germania, sono le donne tra i 25 ed i 45 anni le maggiori acquirenti.

Ora attendiamo i nuovi e futuri progressi di questo fantastico e colossale E-commerce della moda online.

Gli ecommerce italiani visti dall’estero

In Italia gli ecommerce di piccoli imprenditori non crescono perchè non hanno budget, ma anche perchè spesso si affidano ad artigiani, liberi professionisti, amici. Qualche azienda investe in piccole Digital Agency di esperienza e riesce a crearsi la propria fetta di mercato tra i colossi del web. Un’altra nuova frontiera dell’e-commerce è il click and collect che in Inghilterra è uno dei mercati più avanzati sul tema. Attualmente il 35% degli acquirenti online,compra online e ritira da sé; rispetto al 13% degli Stati Uniti,il 5% in Germania. Purtroppo in Italia gli e-commerce è il click and collect è molto indietro rispetto al Regno Unito.

I primi che hanno accettato la sfida del click and collect sono Ebay e Argos che in UK l’hanno prima sperimentato e dopo hanno ampliato la loro iniziativa ed ampliato dei partnership.I più grandi rivenditori che offrono servizi del Click and Collect sono Zara,El Corte Inglès e OVS. Quello che emerge da questo panorama è ceh i rivenditori stanno cercando di superare la crisi attraverso una maggiore attenzione ed alle reali esigenze dei clienti .Clienti che comunque richiedono sempre di più un esperienza di acquisto integrata tra mondo online e mondo offline.In futuro una strategia di questo tipo sarà sempre più cruciale per sopravvivere e per per crescere per chi vorrà fare del business.E la distinzione tra commercio “online e offline” non avrà più motivo di esistere. In Italia l’E-Commerce vale oltre 13.2 miliardi, di euro e si prevede una crescita del 17% in più rispetto al 2013.

Nella vita reale riconosciamo che il miglior modo per sconfiggere un potenziale nemico è conoscerne bene le armi, per questo anche online per avviare degli E-commerce dobbiamo cercare soluzioni affidabili ed intelligenti su come impostare il sito ed attrarre la clientela,ora una grande filosofia per sponsorizzare gli E-commerce sono i Social Network come Facebook,Twitter,Linkedin che sono tra i migliori e per rendere una fusione migliore tra E-commerce e Social Network ora c’è una uova piattaforma che si chiama Chat&Shop ed è proprio un vero centro commerciale online che contiene qualsiasi merceologia online, dall’abbigliamento alla tecnologia ed è gratis ed inoltre qui in Italia è a livello nazionale ed è un nuovo modo per poter fare commercio oppure Click and Collect. E’ il nuovo metodo per poter sconfiggere questa crisi che c’è qui in Italia anche se purtroppo molte persone hanno idee molto diverse sul commercio,si ha la visibiltà online ed è aperto 24 su 24 e 7gg su 7,si ha il contatto diretto con la clientela (chat ed email e messaggistica interna) e si ha la possibilità di avere una vetrina autogestita.Anche con Jimdo,Altervista,Google site si possono creare vari siti E-commerce ed oltre all’E-commerce c’è un nuovo modo per il business online e sono le affliazioni come Amazon,Ebay,Tradedoubler e ClickBank conosciute anche in Italia. Il mondo del business online è molto vasto ed anche in Italia finalmente si potrà parlare di E-commerce ed affiliazioni italiane solamente tra 1/2 anni come rivelano i sondaggi. Ora attendiamo questa nuova frontiera di crescita dell’E-commerce delle affiliazionni e del Click and Collect. Così anche l’Italia potrà vantare i benefici di queste nuove attività online.

Ecommerce, emergere?

ecommerce italiaIl mercato europeo e americano e molto avanti dal punto di vista del commercio elettronico, l’italia fatica a stare al passo, per motivi culturali, ma sopratutto per la diffidenza che ancora c’è verso gli acquisti online. Qualcosa si muove, ma per lo più sono le grandi imprese a fare il grosso del fatturato. D’altra parte in un mercato come il nostro fatto sopratutto di piccole e medie imprese la sfida per creare ecommerce che vendono non è semplice. Prima di tutto in Italia sono tutti allenatori (metafora calcistica) nel senso che tutti sanno fare tutto, e quindi anche quando una media e piccola impresa si affida ad un agenzia vuole sempre entrare e mettere il becco anche in contesti che non conosce minimamente.

Quindi certe volte per sentirsi a loro pari scelgono aziende che eseguono tutte le loro richieste, con il risultato che gli ecommerce non vendono.

Chi fa siti internet, in Italia, è visto ancora come il ragazzo di bottega (per il grande pubblico), ed ignorano l’esistenza delle multinazionali del  web, non conosciute ed inavvicinabili.

Le piccole digital agency che fanno qualità sono quindi skiacciate tra due fuochi, le grandi aziende, che anche se lavorano male riescono ad ottenere grandi commesse grazie al potere del loro brand e dei commerciali di famiglia, dall’altra  le piccole aziende che vogliono decidere anche su argomenti sui quali non sono competenti.

Il risultato è che il mercato è indebolito rispetto alle altre nazioni, e piccoli brand anche forti dal punto di vista del prodotto non riescono a spiccare il volo.

Sono pochissime le piccole aziende che riescono ad investire in buone digital agency e ottenere risultati, ed il sistema in generale non è sicuramente dalla loro parte.

Molte grandi testate puntano sul fai da te, ma in un mercato cosi competitivo, è una cosa che può far vendere qualche piccolo oggetto, ma non creare un’azienda online.

Mediamente quindi gli investimenti in ecommerce sono bassi, se non consideriamo la media, ma il tessuto produttivo del paese. Tanto bassi che i più rimangono bruciati da false promesse e non investono più in ecommerce.

La situazione è stagnante, non ci sono grande prospettive, ed anche gli incentivi servono a poco quando non c’è la giusta mentalità da parte dei clienti.

I vari grandi ecommerce sono riusciti in una cosa fenomenale, far comprare prodotti italiani on line agli italiani. Si, è proprio cosi, grazie al loro potere economico, ed alle strategie di marketing sono riusciti a far fare il primo passo agli italiani, acquistare online.

Solo che il tempo passa, e andando avanti cosi, i grandi venditori online saranno tutti stranieri, magari con una sede italiana, ma dal controllo estero.

D’altra parte non è che ci si poteva aspettare qualcosa di diverso.

L’unica speranza è il processo di digitalizzazione si sviluppi velocemente, e che molte piccole e medie imprese riescano a convertirsi prima della chiusura….. la sfida è enorme.

siti ecommerce e le piccole imprese

siti ecommerceI siti ecommerce in questo momento stanno catturando l’attenzione di buona parte delle imprese. In molti si domandano se iniziare un attività online con sito ecommerce, ma in pochi sanno come fare, o hanno idea di cosa comporta aprire un negozio online.

Molte delle piccole imprese non si sono ancora lanciate in questo business, e molto probabilmente quando avranno preso una decisione, magari vedendo il successo qualche pioniere italiano, il costo di conversione utente/cliente sarà salito moltissimo.

Anche se quasi tutti sono serviti da connessione ads, molto lenta, in realtà è proprio la diffidenza verso internet che ha il sopravvento sulle possibilità economiche che un sito ecommerce può offrire. Le piccole imprese sono diffidenti, inutile negare, anche se una buona parte risentendo della crisi economica non hanno capacità finanziarie per lanciarsi in una vera e propria nuova attività. Per lo più sono soggetti abituati ai loro sistemi di vendita e non capiscono le dinamiche del marketing online. Poi il mercato, si il mercato delle agenzie online è costellato da improvvisati e startup che non hanno la minima idea di come si operi nel settore, facendo aumentare la diffidenza, dopo che un imprenditore rimane scottato è difficile fargli cambiare idea.

I siti ecommerce generano quindi interesse, ma allo stesso tempo non esiste una leva cosi forte da rendere una piccola impresa tradizionale, anche un’ impresa digitale.

In alcuni casi, gioca un fattore molto importante l’età degli imprenditori, ma la cosa che incide di più, è la concezione che su internet sia tutto gratuito o a costo bassissimo. Il mercato d’altra parte si presenta al grande pubblico sotto questa veste.

Non riuscendo a capire le professionalità che stanno dietro la costruzione di un sito ecommerce la difficoltà maggiore per le imprese che offrono questo servizio, è spiegare che per avere successo occorrono professionisti molto molto specializzati e che sappiano lavorare ad alto livello.

La qualità non è percepita, le varie professionalità neanche.
Ma le piccole e le medie imprese non sono le sole a risentire di questo fenomeno. Spesso anche le grandi imprese non hanno responsabili marketing in grado di percepire fino in fondo quanto sia importante che un ecommerce sia studiato in tutte le sue parti per migliorare la user experience, la call to action e la bran image.

Il problema in italia è generalizzato e ad incrementare le percentuali di vendita online sono solo le multinazionali, che riescono a penetrare la dove i piccoli imprenditori italiani non vedono business, offuscati da una comunicazione errata del strumento, e dalla quantità di offerte create a regola d’arte esclusivamente per aggiungere un sito ecommerce al proprio portafoglio.

La nuova seo per ecommerce

la nuova SEO per ecommerce: molto budget
Le tecniche di SEO per ecommerce sono cambiate, gli algoritmi di google sono cambiati, e anche le regole del gioco sono cambiate. Il seo degli scorsi anni non esiste più e questo impatta notevolmente anche sugli ecommerce.

Il seo moderno richiede molte figure professionali, copy, seo optimizer, seo strategist, e nel settore ecommerce questo cambiamento ha portato a scossoni enormi nelle serp.

Come trovare nuove strategie? On site è tutto molto chiaro, occorrono contenuti di qualità e molto poco ottimizzati dal punto di vista seo, le percentuali della keyword density sono diminuite, gli spider ed i controlli effettuati a monte sono molto più sensibili e poco tolleranti. I link ricevuti da siti poco rilevanti non hanno quasi più valore, gli oltre 200 parametri con cui google fa salire o scendere un ecommerce nelle serp nessuno li conosce.

In molti provano a fare reverse enginering, ma è praticamente una cosa impossibile.

L’unica cosa è avere la possibilità di sperimentare molto e con frequenza sempre maggiore, in poche parole occorre molto budget.

Nessun seo strategist ha la bacchetta magica, e anche le posizioni che sembravano non scalfibili iniziano a dare i primi segni di cedimento.
Salgono anche siti con contenuti pessimi e pochi backlink, oltretutto di scarsa qualità….. cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

Dai molti test eseguiti sembra che google si comporti diversamente a seconda delle keywords ricercate. Non sempre la solita metodologia funziona in tutti i settori, e non dipende dalla competitività della parola chiave…. dipende da qualche altro fattore (fattore google).

A giorni alterni vediamo salire e scendere siti, blog, ecommerce e quant’altro. (Solo alcuni inspiegabilmente salgono costantemente nel tempo.)

Alcuni di quelli che salgono senza spiegazione hanno creato plugin per joomla o template per wordpress, inserendo il loro anchor text, nascosto sotto degli z-index. Per google dovrebbe essere una pratica scorretta, o comunque i link dovrebbero avere un basso valore rispetto ai contenuti del sito, eppure con queste tecniche alcune agenzie si stanno facendo strada.

Incredibile ma vero, per le parole chiave più ambite, sembra che valgano le stesse regole di prima, ma molto spostate verso l’alto. Quindi Backlink in quantità industriale provenienti da plugin o altri sistemi di generazione scorretta, molti contenuti scritti male ma quantitativamente rilevanti di diversa natura, l’attinenza sembra scomparsa……

Per gli ecommerce insomma la strada per il SEO si fa in salita, data la natura del web site.
La soluzione è incrementare gli investimenti nella ricerca di backlink ad alto rank, creare molti articoli lunghi e dalla bassa keywords density, avere 0 link in uscita.

Aprire magari un blog e scrivere scrivere scrivere scrivere, di tutto, basta scrivere….. è quello che vuole goole? non lo sappiamo, ma da test effettuati funziona.

In effetti l’ottimo sarebbe che google riuscisse a premiare anche altri parametri molto più rilevanti che contenuti scritti a caso, come ad esempio la qualità della creatività, la user experience, la brand image, ma ovviamente non lo può fare.

Ogni tanto, vediamo salire nelle serp siti web senza contenuti e senza backlink rilevanti e dallo scarso numero…… il motivo credo sia oscuro al 99% dei seo strategist, forse google ha qualche idea….

La nuova SEO è sulla bocca di tutti, ma proprio chi ne parla di più poi lo vediamo scendere inesorabilmente nelle serp …..

Prolificano invece i corsi dei molti aspiranti SEO, e mi domando, come faranno tutti a stare nella prima pagina di google? Nessuno anche questo lo sa spiegare, forse google ha qualche idea…. e lo dimostra.

Ad ogni modo fare SEO per ecommerce è più costoso che in passato, perchè i copy devono essere più preparati, le storie che raccontano devono essere tra i commerciale e la narrazione, la densità di parole chiave deve essere inferiore, e la produzione deve essere in quantità industriali per fare una campagna appropriata. Per pubblicare una press release o un article marketing e avere buoni risultati, si deve creare un articolo per ogni web site. Ex: 50 contenuti diversi per 50 siti, un contenuto a sito.

Appena i big dei vari settori arruoteranno i coltelli per i piccoli rimarranno a disposizione, se sono seguiti dai dei bravi seo strategist, la seconda e terza pagina, e se il lavoro è stato fatto ad arte.

Magari google cambia ancora algoritmi senza avvertire nessuno e si ristabilirà un pò più di equilibrio, la vecchia promessa del web.

La Digital Agency per eCommerce di successo

ecommerce che vendonoLe vendite su internet stanno salendo, di ecommerce si sente parlare moltissimo, ma chi crea di un ecommerce di successo?
Un ecommerce è uno strumento di vendita online, e come tale ha le sue regole per avere successo.
Prima di tutto, è necessario fare un analisi di mercato e dei competitors per capire il budget necessario per entrare nel mercato di riferimento. Poi è necessario capire il posizionamento aziendale.
Se la società ha già un brand con una propria brand image, l’ecommerce di successo dovrà tenere assolutamente conto di questo fattore, e la creatività oltre che a soddisfare i requisiti di migliorare la call to action e rendere l’ecommerce funzionale, dovrà migliorare la brand image, in modo da restituire al marchio una buona reputation. I prodotti giocano un ruolo fondamentale, senza buoni prodotti da vendere, un ecommerce serve a ben poco. I prodotti devono essere vantaggiosi dal punto di vista economico o unici. Per i prodotti vantaggiosi si creano delle strategie di vendita differenti da settore a settore, per gli ecommerce che vendono prodotti unici, il panorama è più amplio e a dominare è la brand image.
In tutti i casi comunque l’importante per un ecommerce di successo è avere una fase di analisi dove c’è uno studio e un confronto tra committente e digital agency, per migliorare il knowhow di entrambi. L’agenzia deve consigliare il futuro proprietario dell’ecommerce di successo secondo le dinamiche digital, e il cliente deve conoscere molto bene i propri prodotti, cosi da trasferire alla digital agency tutte proprie conoscenze. Questo scambio è fondamentale perché è proprio da li che nasceranno le idee di comunicazione, creatività, navigazione, distribuzione dei contenuti ecc.
La digital agency deve saper comunicare al meglio a tutti i livelli, logo, payoff, creatività, contenuti, titoli di pagina e metatags, inoltre deve avere un seo strategist che tira le fila per migliorare la seo compatibilità.
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Seo per ecommerce e Colibrì – Hummingbird

seo per ecommerce dopo colibriColibrì Hummingbird, è il nuovo motore di google che sostituisce il vecchio (cosi per dire) caffeine. Il nuovo motore promette di essere molto più veloce e migliorare la ricerca sulle long tail. E’ quindi sempre più necessario in un ecommerce di successo aggiungere contenuti alle categorie e alle schede prodotto. Il contenuto secondo google sarà sempre più determinante, e l’obiettivo principale è quello di migliorare la comprensione delle keywords lunghe in modo da restituire argomenti più in linea con quanto ricercato.
Gli ecommerce che si basano esclusivamente su foto e backlink, saranno quindi penalizzati rispetto a chi presenta contenuti di qualità e in quatità.

Nel SEO per ecommerce 2014 diventa necessario ed indispensabile argomentare le categorie, e creare schede prodotti dai contenuti esaustivi e corposi. Hummingbird quindi rende il seo 2014 più costoso.

Anche il link building e la link popularity quindi saranno sempre più basati sulla qualità del contenuto che contiene l’anchor text, la loro collocazione in aree pertinenti di siti, webzine o web directory ad alta popolarità, quindi alto rank o alto traffico.

Sono più di 200 i fattori che determinano il posizionamento in una serp di un sito o di un ecommerce, ed è impossibile fare reverse enginering.

Seo per ecommerce 2014, la qualità dei contenuti al centro sulla carta, in realtà ci vuole un mix tra qualità, quantità, e differenziazione. In seconda battuta occorre creare molti contenuti corposi e ripeto differenziati, con una keyword density controllata, non più del 3% invece del vecchio 5.

Seo per eCommerce, la scheda prodotto

Seo per ecommerce

SEO PER ECOMMERCE :

Solitamente per il SEO onsite (SEO per ecommerce) si considerano molti aspetti, tra cui la scheda prodotto, ed è proprio sulla scheda prodotto che ci soffermeremo per delineare quali sono le caratteristiche principali che portano a sensibili miglioramenti nelle serp.

Importantissimi sono il titolo e l’ url, che dovrebbero essere molto simili e dovrebbero riportare la parola che vogliamo indicizzare, solitamente il nome del prodotto, o il nome del prodotto più qualcosa. E’ importante che il titolo sia h1, e che l’url sia più pulito possibile (SEF). Una scheda prodotto esaustiva dovrebbe avere un contenuto breve subito nelle vicinanze delle foto, le quali dovrebbero aver il tag alt. La descrizione breve deve avere una keyword density poco elevata. La descrizione completa che solitamente si trova in basso dovrebbe avere una keyword density più elevata e una spiegazione esaustiva del prodotto. Solitamente vengono usati i tab per dare al cliente e agli spider più informazioni possibili sul prodotto in modo sia compreso in tutte le sue parti. L’ utente non si deve spostare ed effettuare ricerche deve rimanere sulla scheda prodotto e trovare il tutto il necessario per effettuare l’acquisto. Se l’utente ritiene insoddisfacenti le informazioni riportate, uscirà dalla pagina e non effettuerà la conversione. Una volta che l’utente accede alla scheda prodotto non deve avere distrazioni cosi come accade per le landing page, deve avere 2 possibilità, apprezzare i contenuti ed effettuare la call to action. Per indicizzare correttamente la scheda prodotto occorre che la scheda abbia un titolo di pagina in linea con il prodotto e con la parola da indicizzare, una meta description di di 160 caratteri, un meta tile, e meta key. La meta description è fondamentale. Una volta indicizzata la pagina, nelle serp l’ utente leggerà il titolo della pagina e la meta description. E’ quindi essenziale che sia un vero e proprio messaggio pubblicitario, che sia un richiamo ad entrare. Per i prodotti più importanti è necessario anche una dose di link building da effettuare su webzine, blog, article marketing, o forum. Il link deve essere inserito in un contesto che sia attinente alla parola che vogliamo indicizzare.
Fare seo per ecommerce significa analizzare tutto l’ecommerce e non solo la scheda prodotto, anche se avere delle schede prodotto SEO compatibili e ben indicizzate è una buona strategia per far atterrare l’utente direttamente sul prodotto che sta cercando, quindi perfettamente in target.

Ecommerce e pubblicità pay per click

ecommerce pay per clickPer un nuovo eCommerce la soluzione pubblicitaria pay per click è una strada obbligata. Nessun eCommerce può essere lanciato senza una campagna Google Adwords. Questo per motivi ovvi: nessuna campagna DEM, Social media marketing o altro può sostituire la capacità di promozione online che hanno le adwords. Anche Bing ha creato il suo canale pubblicitario simile a Google, chiamato Bing Ads, ma per il momento i numeri sono molto bassi e quindi non possono intaccare la quantità e qualità della grande G.

Le adwords sono uno strumento molto conosciuto, ma per creare campagne efficaci su ecommerce, bisogna conoscere minimamente il mercato che si va ad affrontare. E’ necessario capire innanzi tutto quali sono le parole chiave e frasi con maggior numero di impression e quali sono quelle che potenzialmente hanno un rendimento elevato. Creare un giusto numero gruppi di annunci in funzione delle promozioni che si intendono fare, e creare gli annunci per ciascun gruppo. Ad ogni gruppo associare le parole chiave e frasi relative. Non scordarsi mai le parole chiave inverse ad esclusione, per targettizzare ulteriormente le campagne. Scegliere le aree geografiche e il budget giornaliero.

Il budget giornaliero rientra nella fase di studio preliminare dove si delinea la strategia della campagna. Molti partono con budget molto alti facendo promozione anche sulle parole di brand, per poi calare leggermente man mano che gli accessi diretti all’ ecommerce aumentano, o da ricerca naturale.

Velocemente sembra tutto molto semplice, ma creare campagne efficaci per ecommerce, strutturate nel tempo è un impegno a tempo pieno, sia perchè per gli ecommerce nuovi non hanno uno storico e quindi specialmente nei primi mesi occorre sperimentare molto con keywords e frasi e con annunci sempre nuovi cercando di trovare la formula più performante. Questa fase in teoria non si esaurisce mai, ma arrivati ad un buon livello di rendimento, la campagna può anche perdurare per diversi mesi a meno che non si introducano offerte speciali o promozioni particolari, scontistica ecc.
In questi casi è necessario creare nuovi gruppi di annunci se non nuove campagne, si perchè se si vuole sfruttare anche la rete display di google è necessario creare campagne banner appositamente studiate in flash, gif o jpeg, in modo da essere visualizzati su desktop, tablet e smartphone. La rete display è fondamentale per allargare il numero di visite e potenziali conversioni data l’efficacia che i banner hanno, specialmente quelli animati per offerte economiche particolari sugli utenti in target.

Google adwords, può essere affrontato a più livelli di conoscenza, ma nessun ecommerce ne può fare a meno per crearsi la propria brand image e clientela.

State solo attenti ai click fraud, una piaga che attanaglia sia google che bing.

eCommerce e Social Network un binomio che fa screscere.

ecommerce social networkSono sempre più i proprietari di ecommerce che per incrementare i loro profitti e crearsi il proprio mercato usano attraverso le digital agency tutte le tecniche possibili per attirare clienti. Dall’ uso delle DEM con dabase annessi, alla pubblicità ppc di Google e Bing, al SEO, e i social. In generale traggono più vantaggio dai social le società di grandi dimensioni, ma oggi anche le piccole possono competere, vi spieghiamo come.
Per prima cosa prendiamo ad esempio Facebook, che consente un più rapido allargamento di like e da non sottovalutare la possibilità di costruire app. Oramai molte grandi aziende operanti nel settore hanno sfruttato la tecnica del clicca sul like che ricevi in cambio qualcosa, ma tutto si gioca su cosa è quel “qualcosa”. Se in cambio di un like un’ utente riceve uno sconto, vi state rivolgendo ad un pubblico che conosce già il prodotto e vuole usufruire dell’ offerta. Ma nel caso in cui l’azienda sia piccola e magari ancora in fase di promozione del brand questa tecnica può non essere delle più efficaci dal punto di vista del ROI. Interessante invece potrebbe essere quella di ridurre gli investimenti in pubblicità e regalare un prodotto agli utenti. Un prodotto anche piccolo, il meno costoso, ma regalarlo (magari ai primi 1000). Questa tecnica vi consente di avere molti accessi al sito ecommerce, e quindi di incrementare la brand image, far visualizzare tutti i prodotti che vendete, far utilizzare il prodotto al cliente e non è cosa da poco generare passaparola. Questa è una tecnica che budget permettendo avrà nel medio periodo un ritorno sicuramente positivo, molto più positivo che investire in pubblicità di Brand. Un cliente a cui regalate un prodotto, lo avete fatto iscrivere all’ ecommerce, quindi potete inviargli altre offerte, lo avete come fan su facebook , quindi potete aggiornarlo con frequenza elevata e attirare la sua attenzione.

Il tutto si può fare con una digital agency che crei un app per generare codici limitati nel tempo, tipo validi 5 giorni, una promozione a pagamento su facebook di almeno 15 giorni, e magari anche una campagna ppc dedicata. Incrementerete fan, potenziali acquirenti del vostro paniere, migliorerete la brand image dell’ ecommerce nel medio periodo ed il rendimento dello stesso nel lungo periodo.

Ecommerce Magento dalle parole ai fatti

ecommerce magentoPer chi sta ancora cercando un framework per il proprio ecommerce, e non è ancora deciso a riguardo, vi consiglio di approfondire bene l’argomento prima di lanciarvi in una scelta azzardata, dalla quale poi è difficile tornare indietro. Perchè ? una volta indicizzate le pagine del tuo ecommerce cambiare piattaforma sarà come ripartire da 0, dovrebbero essere intercettate tutte le pagine dell’ ecommerce e attraverso il rewrite ridirigerle su quelle nuove. Non solo, pensate al costo di cambiare framework di ecommerce……. non ci volete pensare?
Il costo può essere equivalente al rifarlo da 0.

Per questo è necessario che la scelta sia proporsionata al vostro budget e che vi consenta una crescita nel tempo, quindi una crescita verticale per quanto riguarda bisogni e numero di utenti. I bisogni possono cambiare, gli articoli che vendete possono aver bisogno di configurazioni particolari di cui il vostro ecommerce non è munito, e il numero di utenti crescere, cosi da rendere il vostro ecommerce obsoleto.

Per ovviare a questi problemi è necessario capire sin da subito che per entrare in un mercato bisogna avere ben chiaro il budget necessario per spostare anche di un millimetro la concorrenza e farsi spazio. Chi non fa questo e non ha il budget sufficiente per poter promuovere i propri prodotti con forza, può abbandonare l’idea di dedicarsi alla creazione di un ecommerce come business integrativo o alternativo.

La piattaforma è quindi un modo per capire se ho abbastanza budget per poter affrontare il mercato, che in questo momento è giovane e quindi già di per se poco costoso, e far partire il Tuo business online:
Si…… ottimo, approfitta di questo blog per capire come distinguere le varie proposte economiche che ti farai fare prima di trovare un partner.
No…… lascia perdere è meglio investire in altro.

Magento ecommerce e mail nello spam

In molti usando magento ecommerce si saranno trovati difronte al problema dell’invio delle mail che finiscono nello spam, specialmente per gli account gmail. Ebbene in molti casi è molto difficile attraverso sendmail o simili superare questa difficoltà, perchè entrano in gioco SPF, SenderID and DKIM, un bel lavoro da effettuare sui server e sui dns (dns permettendo). In molti casi è meglio bypassare il problema con una plugin, “SMTP Mail Configuration” ad esempio, ed usare un smtp esterno già configurato per voi.
“SMTP Mail Configuration”  Permette in maniera agile e veloce di inviare le mail tramite smtp e liberarsi dai problemi di invio senza dover apportare modifiche al core. Ecco il link:
http://www.magentocommerce.com/magento-connect/smtp-mail-configuration-1903.html

Fatene buon uso.

Magento Ecommerce e seo

seo per ecommerce magento

Magento integra la struttura delle URL SEF (Serch Engine Friendly) e strumenti di ottimizzazione SEO. Le url rewrite sono fondamentali per l’indicizzazione, e per magento questa caratteristica è nativa, sia per le categorie di prodotti che per le schede prodotto, ma anche per l’area cms. In questo modo è possibile avere un Url corrispondente al contenuto ed al titolo h1, questo è un bel vantaggio per l’indicizzazione seo. Infatti molti altri cms o e-commerce hanno bisogno di aggiungere variabili all’ url, depotenziando cosi la compatibilità seo. Inoltre Magento integra sitemap molto complete, che possono essere generate separatamente per ogni store o lingua. Per ogni prodotto e per ogni categoria possono essere inseriti i metatag corrispondenti in modo da avere una corretta indicizzazione e visualizzazione della scheda prodotto o categorie nelle serp di google. Magento è sicuramente uno dei migliori ecommerce di alto livello SEO compatibile. Attenzione però agli investimenti in SEO, con le ultime release di google i costi stanno aumentando notevolmente indipendentemente dalla qualità dell’ ecommerce e dalla qualità della strategia SEO.

Il costo di un e-commerce

il costo di un ecommerce

Quanto costa un e-commerce?

Il costo di un e-commerce

Questa è una domanda che si pongono in molti. I fattori da tenere in considerazioni quando si approccia all’universo ecommerce sono molti. Iniziamo dalla base, un ecommerce per funzionare bene deve avere una navigazione intuitiva, una creatività accattivante, in linea con il brand e che sia di aiuto alla call to action. Una scheda prodotto esaustiva, completa, con tutte le funzionalità necessarie alla vendita dei prodotti che si intende promuovere e un check out che permetta l’acquisto agli utenti che intendono registrarsi e a quelli che non ne hanno necessità. La piattaforma consigliata è magento che va benissimo per i piccoli e medi ecommerce come per quelli enterprise. Un server virtuale o dedicato ben configurato, con reverse proxy tipo nginx che supporta l’ssl, apache con apc e php, mysql. Tutto quà? si tutto quà. Continue reading

Magento 1.8 CE alpha

magento CE 1.8Alcune informazioni sulla nuova release di magento, la 1.8
Oltre che aver corretto molti fix, la nuova release promette nuovi metodi per il calcolo delle tasse, l’ ottimizzazione della cache, miglioramento del processo di checkout.
Potete trovare le informazioni complete qui:
http://www.magentocommerce.com/knowledge-base/entry/ce-18-later-release-notes#ee113-11300-highlights

O scaricarlo e testarlo da:
http://www.magentocommerce.com/download

Plugin di Magento per le News

news magento extensionQuesto plugin permette una maggiore flessibilità e possibilità di personalizzazione, è possibile manipolare le diverse categorie di notizie, visualizzare le notizie con immagini, aggiungere la data di pubblicazione, personalizzare i font, fare i cambiamenti SEO-correlati.

News Magento Extension potete trovarla a questo indirizzo gratuitamente: http://commerce-lab.com/products/news-magento-extension.html

Oppure acquista la versione estesa con molte più funzionalità qui: http://commerce-lab.com/products/great-news-magento-extension.html

Ecommerce 2013 Netcomm eCommerce Forum

Altri dati sui comportamenti degli italiani nei confronti dell’ ecomerce

Buone notizie sull’ andamento del settore e-commerce nel nostro paese. Le conferme che arrivano dai dati presentati durante l’ ottava edizione del Netcomm eCommerce Forum 2013,  indicano la previsione di crescita delle vendite online in Italia in un +17%, con un fatturato che si attesterebbe attorno agli 11 miliardi di euro.

In forte crescita il settore dell’abbigliamento +27%, seguito da informatica e alimentare, turismo, assicurazioni ed editoria che si afferma ad un +4%. Le previsioni presentate dall’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm-School of Management del Politecnico di Milano,  indicano che anche l’Italia abbia finalmente preso la giusta strada.

I dati ottimistici sono giustificati da un aumento considerevole degli utenti che usano internet e da una maggiore fiducia negli acquisti online. Gli acquirenti online attivi sono incrementati rispetto all’ anno scorso, di circa il 50%, raggiungendo la quota di 13,6 milioni a fine aprile 2013.

Oggi Ecommerce

Il comportamento degli internauti italiani
Le informazioni più interessanti riguardo al comportamento degli internauti italiani, con particolare riferimento al commercio elettronico, mostrano:

  • 5 milioni in più di acquirenti in 1 anno! Ovvero il 55 % di incremento tra febbraio 2012 e 2013.
  • Ogni mese cresce fiducia degli italiani all’acquisto online; il 91% degli acquirenti da voto superiore a 7 all’esperienza acquisto online.
  • Le barriere più forti all’acquisto online sono, in ordine di importanza: non poter toccare la merce, desiderio di pagare in contanti, scarsa fiducia dei pagamenti online (in questo mostriamo una forte arretratezza rispetto al resto d’Europa e USA), timore di non ricevere prodotto, modalità di recesso complicato.
  • In Italia acquista solo il 34 % degli internauti; dato fortemente arretrato rispetto al resto d’Europa e USA (si pensi che in Germania acquista il 90 % degli internauti).
  • Mobile: sfatiamo un mito! Gli italiani usano gli smartphone quanto gli altri stati Europei e USA (non di più) ma rimangono i meno propensi ad effettuare acquisti da mCommerce.